Fase 3: Gori, ‘ora rafforzare asse Bergamo-Brescia-Milano’
Milano, 8 giu. (Adnkronos) – Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, è convinto che per ripartire ora serva rafforzare l’asse con altre città, in particolare con Milano e Brescia. “Dobbiamo rafforzare le nostre relazioni con Milano e Brescia. Creare un’offerta turistica integrata con Milano, far avanzare il progetto Cultura con Brescia. Ma questo è l’antipasto”, dice in un’intervista a L’Economia del Corriere della Sera. “Il piatto forte – continua – è presentare al mondo una piattaforma manifatturiera unica che va da Milano e Brescia, fondata sulla conoscenza e l’innovazione. Le buone relazioni che esistono tra Confindustria Bergamo e il neo-presidente nazionale Bonomi possono essere utili”.
Dopo il lockdown, la ripartenza non è così facile nella bergamasca. “Un territorio come il nostro, decisamente export led, non può sperare solo nella pur difficile ripresa della domanda italiana, nei consumi delle famiglie. È un intreccio: se la Boeing non dà lavoro a Rolls Royce Aerospace, quest’ultima non attiva le forniture che arrivano da Bergamo. La tradizionale modalità italiana di ripartire a macchia di leopardo, alla Censis, non è quindi sufficiente”.
Il sindaco fa l’esempio del turismo: “Tutti – spiega nell’intervista – lo consideriamo come un malato che sta in una stanza in fondo al corridoio. Un problema degli albergatori. Invece, no. Il turismo attiva molti business, dall’alimentare all’arredo fino ovviamente a tutti i servizi che servono per un aeroporto. La faccio breve: abbiamo bisogno di ripresa internazionale perché altrimenti anche le smagliature delle filiere territoriali sono più difficili da sanare”. A Bergamo la situazione è difficile: “Tra il 2014 e il 2019 le presenze turistiche a Bergamo erano salite del 60%, per lo più straniere. Oggi siamo a zero”.

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