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Fase 3: Federvini, abolire contrassegno Stato per settore amari e liquori

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Milano, 22 giu. (Adnkronos) – “Il contrassegno di Stato è un prodotto della burocrazia Made in Italy del quale però non possiamo andare per nulla fieri. La pandemia ha bloccato le nostre attività, già compromesse dalle complessità all’export causate dai dazi americani, dalla recessione e contrazione dei consumi sul mercato tedesco, dalle tensioni che l’incertezza della Brexit ha causato sulle relazioni commerciali con il Regno Unito. Chiediamo di poter ripartire senza aggravi inutili: l’abolizione del contrassegno rappresenta un segnale importante, non solo per noi ma in generale per tutto il Paese”. Lo afferma Micaela Pallini, presidente del gruppo Spirits di Federvini.

“Permettiamo alle aziende di fare impresa e mettiamo in soffitta vecchie pratiche inutili che ottengono l’unico risultato di rallentare e appesantire ulteriormente la loro ripartenza”, aggiunge Pallini.

Per l’associazione il contrassegno è un “non senso storico”, un “retaggio risalente a quasi un secolo fa, all’epoca utile per dimostrare l’avvenuto pagamento delle tasse”. Ora il pagamento dell’accisa viene dimostrato digitalmente, mentre sul lato della tracciabilità “le nuove regole sulle informazioni al consumatore offrono garanzie ben maggiori, anche sul prodotto destinato fuori del territorio nazionale”.

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