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Fase 2: Boccia a Regioni, ‘anch’io voglio uscire da emergenza ma in sicurezza’

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Roma, 10 mag. (Adnkronos) – Braccio di ferro con le Regioni sulle riaperture? “No, assolutamente. La storia dei ricorsi conta pochissime eccezioni, nessuno ha la bacchetta magica e abbiamo 21 realtà diverse. C’è sempre stata collaborazione improntata sulla lealtà istituzionale, lo rivendico”. A dirlo all’Adnkronos è il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, alla vigilia del confronto tra il governo e i presidenti delle Regioni per dare il là a aperture differenziate dal 18 maggio.

“Ovviamente -riconosce il ministro- ci sono dei passaggi un po’ più complessi di altri. Nei primi giorni non c’erano dispositivi personali, ricordo ventilatori polmonari arrivati di notte nelle corsie. O pensiamo a quando sono mancati gli operatori sanitari” nelle zone più colpite dall’emergenza. “Ecco, tutto questo accade ancora, lo dico a chi pensa sia finita l’emergenza: continuano a partire aerei della Guardia di finanza con medici e infermieri a bordo, perché l’emergenza c’è ancora. Io ho pianto con loro, la domenica delle palme, quando questi medici e infermieri sono partiti lasciando le famiglie a casa per raggiungere Bergamo, Brescia, Cremona e andare a rischiare la vita in corsia. Ecco, questa è l’Italia, non di due mesi fa ma lo è ancora: mentre stiamo parlando in Protezione civile stanno organizzando il prossimo aereo”.

“Anch’io voglio uscire dall’emergenza -mette in chiaro Boccia – ma senza far danni, poi so bene che occorre accelerare sulla Cig, mettere soldi in tasca agli italiani in difficoltà, garantire liquidità in tempi rapidissimi. Dal 18 maggio ci sarà una differenziazione territoriale, con una responsabilità sui territori che verrà misurata sui numeri. Ripartiremo -con l’eccezione di concerti, cinema e teatri, per questo ci vorrà ancora del tempo- ma le attività condotte da persone e imprese ripartiranno e ogni ragione dovrà monitorare lo stato del contagio”. (segue)

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