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**Fase 2: accordo governo-regioni, Conte evita giungla ‘milleripartenze’**

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Roma, 15 mag. (Adnkronos) – Evitare il caos, una giungla di ‘milleripartenze’. Con le regioni in ordine sparso, a macchia di leopardo. Quando il fronte delle regioni, nell’appuntamento con il governo convocato in tarda mattinata, si spacca, il premier Giuseppe Conte capisce che è il momento di prendere le redini, muovere una pedina per ricompattare il fronte ed evitare che 21 realtà si muovano ciascuna per conto loro.

“Una babele”, come l’ha definita il presidente di Anci, Antonio Decaro, che in mattinata si era schierato con il governatore lombardo Attilio Fontana, chiedendo linee guida unitarie, che unissero il Paese. Dall’altra parte della barricata, un fuoco di fila di governatori, tra questi Luca Zaia, Massimiliano Fedriga -dunque il fronte leghista spaccato- e Stefano Bonaccini tra i più agguerriti. Conte gioca la sua carta, invita le Regioni a far quadrato attorno a un testo unitario che metta d’accordo tutte. Da sottoporre al governo, che si è mostrato dialogante e pronto a mettersi in discussione.

Sin dal mattino, infatti, l’esecutivo apre ai governatori su alcune ‘rigidità’ delle linee guida messe a punto da Inail e Iss, a partire dalla regola dei 4 metri quadrati a cliente nei bar e ristoranti, “una condanna a morte per il 70% degli esercizi”, ammettono gli uomini che lavorano a stretto contatto col presidente del Consiglio. In serata arriva l’intesa, annunciata dal governatore veneto Zaia che rompe gli indugi e spiega che l’accordo c’è, ora c’è solo da attendere che venga formalizzato dal Cdm ripreso in tarda serata. “Una collaborazione portentosa tra le istituzione”, esulta Conte, centrando un risultato che al mattino appariva una mission impossibile.

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