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Energia: RePowerEU non cambia Pnrr, Italia potrà accedere a fondi non richiesti

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Roma, 18 mag. (Adnkronos) – Il Piano RePowerEU adottato oggi dalla Comissione Ue, insieme a misure d’emergenza per il mercato dell’energia, “non comporta automaticamente cambiamenti né per i progetti né per i finanziamenti del Pnrr”. Lo puntualizzano fonti di governo.

Il piano, che ha l’obiettivo di rispondere agli effetti della guerra in Ucraina e alla richiesta di proposte del Consiglio europeo del 24-25 marzo 2022, “è uno sviluppo positivo che metterà a disposizione dei Paesi ulteriori risorse per la transizione energetica, oltre a quelli già previsti dall’Unione europea. Non vi sono al momento finanziamenti aggiuntivi. La parte più importante riguarda la possibilità di nuovi investimenti e riforme nei PNRR, dando la possibilità a chi non l’ha ancora fatto di richiedere i 225 miliardi di prestiti a disposizione del Dispositivo di Ripresa e Resilienza. A questo si aggiunge, su base volontaria, l’utilizzo di fondi di coesione (26,9 miliardi), PAC (7,5 miliardi) e proventi ETS (20 miliardi) per un totale di € 279,4 miliardi.

Per l’Italia – che ha tuttavia già chiesto tutti i prestiti nel Pnrr – resta la possibilità di accedere a quelli che non saranno comunque richiesti dagli altri Stati membri nonché di aumentare la dimensione del Piano attraverso il trasferimento dei fondi sopra menzionati. Due i pilastri del RePowerEu: la fine della dipendenza dal gas russo che costa ai consumatori europei ogni anno 100 mld attraverso risparmi nei consumi e diversificazione; accelerare la transizione climatica.

Nel dettaglio, il Piano RePowerEU è articolato su 4 punti: risparmio energetico; diversificazione e partenariati internazionali; accelerazione sulle rinnovabili; investimenti intelligenti. Sul fronte del risparmio energetico, la Commissione propone di aumentare gli obiettivi di efficienza energetica dal 9% al 13% nel contesto del pacchetto ‘Fit for 55’ e ha pubblicato sempre il 18 maggio una Comunicazione sui cambi comportamentali per ridurre la domanda di gas e petrolio del 5%. In concreto è prevista anche la possibilità di esenzioni Iva sui sistemi di riscaldamento o raffreddamento efficienti.

Riguardo alla diversificazione delle importazioni, invece, tra le novità più importanti c’è la creazione di un ‘piattaforma UE dell’Energia’ che consentirà acquisti congiunti di gas, LNG e idrogeno su base volontaria. La Commissione intende proporre in futuro un vero e proprio ‘meccanismo di acquisto congiunto’. A queste misure sono affiancate anche iniziative di diplomazia energetica sia per la diversificazione che per il supporto agli altri partner colpiti dalla crisi (Balcani Occidentali, Ucraina, Moldova e Georgia).

Per accelerare la transizione energetica si prevede un aumento dell’obiettivo rinnovabili in consumi finali dal 40% al 45% nel 2030; un piano per rafforzare l’utilizzo dell’energia solare; moltiplicare gli sforzi sulla produzione dell’idrogeno da rinnovabili anche con investimenti infrastrutturali; utilizzare e produrre maggiormente biometano. Al piano si affiancano misure di breve termine sul mercato dell’energia e in particolare: interventi sul mercato del gas, tra cui la possibilità di acquisti congiunti attraverso una piattaforma UE; opzioni per gli Stati membri di intervento sui mercati dell’energia nazionali, incluso la ridistribuzione di extra-profitti; misure UE in caso di completa interruzione delle forniture di gas russo, che includono un tetto ai prezzi. C’è poi un impegno di adottare proposte per proteggere meglio i consumatori in futuro.

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