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**Elezioni: in regolamento candidature M5S norma anti-morosi per chi al II mandato**

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Roma, 3 ago. (Adnkronos) – C’è una norma anti-morosi nel regolamento per le candidature di aspiranti deputati e senatori M5S, primo step delle parlamentarie grilline: i parlamentari uscenti per poter ricandidarsi dovranno essere in regola con i pagamenti “dei contributi” al Movimento. Viene inserita quelli che in molti hanno già etichettato come norma anti-Borré, dal nome del legale da sempre a capo delle battaglie in Tribunale contro il M5S: non si potrà candidare, infatti, chi sia “stati parte ricorrente e/o parte attrice e/o parte convenuta e/o resistente in giudizi promossi da o avverso il MoVimento 5 Stelle e/o il suo Garante”.

Rispetto a quattro anni fa, salta l’articolo 5 sulle quote di genere per i capilista e sono molto più larghe le maglie per le autocandidature. Una norma storica prevedeva un percorso obbligato: over 40 al Senato e under 40 a Montecitorio (articolo 6, comma m del 2018). Ora, forse per via dei sondaggi che ipotizzano meno seggi e la maggior parte alla Camera, cade quel vincolo anagrafico. Anche le norme per chi arriva dalla società civile sono più soft, almeno stando alle regole del primo step. Nel 2018 c’era l’obbligo di presentare statuti e bilanci, oltre ai compensi ricevuti: ora il candidato nel caso in cui ricopra o abbia ricoperto incarichi/ruoli di presidente, vicepresidente, tesoriere o segretario di organismi e/o enti di qualsiasi natura giuridica, pubblici o privati, commerciali o no profit a “dovrà darne notizia”.

Altra curiosità: viene meno il ‘paletto’, presente nel 2018, che sbarrava la porta delle candidature a chi aveva “contratti di collaborazione di qualsivoglia natura e/o di lavoro subordinato con portavoce eletti sotto il simbolo del M5S”. Che avrebbero comunque correre licenziandosi dall’incarico. Il venire meno di questa ‘regola’ potrebbe aprire la strada delle parlamentarie a Rocco Casalino, semmai decidesse di candidarsi.