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Elezioni 2022, nel centrodestra caccia ai collegi sicuri

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(Adnkronos) – Una volta c’era Denis Verdini a fare il bello e il cattivo tempo in casa Forza Italia quando si trattava di sciogliere il rebus dei collegi elettorali. Temuto e rispettato ma anche odiato per il ‘suo potere’, tutti facevano riferimento a lui, a cominciare da Silvio Berlusconi. Finiti i tempi del patto del Nazareno, ora al tavolo del centrodestra che conta, quello che martedì si dovrebbe riunire per iniziare la difficile trattativa sui posti in lista sicuri, possibili e perdenti, il partito azzurro si presenterà con il numero due Antonio Tajani e Roberto Occhiuto, attuale governatore della Calabria, conosciuto ai più (anche dalla stampa) come capogruppo alla Camera e tra i massimi dirigenti calabresi del partito, anche se lontano dai riflettori, raccontano i bene informati, si è sempre interessato di sistemi elettorali e ‘numeri’.

Nella delegazione forzista, raccontano, ci dovrebbe essere anche una new entry, il giovane deputato bergamasco Alessandro Sorte, salito agli onori delle cronache nel maggio scorso per aver organizzato una manifestazione elettorale con oltre mille militanti alla Fiera di Treviglio (sua città natale), dove a sorpresa intervenne il Cav, che fece scalpore per le sue parole sul conflitto russo-ucraino, in dissenso dalla linea di Draghi. Sorte è spuntato al vertice fiume di mercoledì scorso a Montecitorio tra i leader del centrodestra, conclusosi dopo oltre tre ore con l’accordo sulla premiership e la ripartizione dei collegi uninominali.

Classe ’84, nel 2009 Sorte inizia la sua carriera politica nell’orbita berlusconiana: eletto consigliere provinciale di Bergamo per il Pdl diventa consigliere regionale in Lombardia nel 2013. Un anno dopo il grande salto quando viene chiamato nella Giunta Maroni a fare l’assessore alle Infrastrutture e mobilità. Alle ultime politiche, l’approdo a Montecitorio, nel collegio uninominale 8 di Romano di Lombardia con oltre 87mila voti rispetto ai 30mila della candidata del centro-sinistra, Ludovica Paloschi.

Nell’agosto 2019 Sorte è tra i fondatori di ‘Cambiamo!’, nuovo partito di Giovanni Toti: il 9 settembre lascia Fi causa una rottura con l’allora presidente dei deputati Maria Stella Gelmini, votando lo stesso giorno la sfiducia al Conte II per poi aderire alla componente del Misto ‘Cambiamo!-Dieci volte meglio’ con altri colleghi ex azzurri. La sua permanenza con il governatore ligure dura pochissimo, meno di due mesi: il 30 novembre infatti ritorna in azzurro dopo un colloquio ad Arcore con il Cav.

Alle riunioni di coalizione sui collegi ci saranno, dunque, gli esperti di ciascun partito, i cosiddetti sherpa. Stiamo parlando di Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli per Fdi; Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti per la Lega; il senatore Antonio De Poli per l’Udc, Saverio Romano per Noi con l’Italia e un rappresentante di Coraggio Italia. Martedì 2 agosto dovrebbero vedersi al gruppo della Lega a Montecitorio alle 10.30 e non è ancora chiaro se in giornata si terrà anche un vertice, più politico, tra i leader di centrodestra.

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