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Dl semplificazioni, ancora caos M5S: c’è chi vuole affondare decreto

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Roma, 7 set. (Adnkronos) – di Antonio AtteE’ ancora tensione all’interno del Movimento 5 Stelle sul decreto Semplificazioni, che domani approderà alla Camera dopo l’ok incassato al Senato la scorsa settimana. Non accennano a placarsi i malumori per alcune norme – particolarmente indigeste a una parte del gruppo parlamentare grillino – di carattere ambientale, tra qui quella che elimina l’obbligo del dibattito pubblico per le grandi opere infrastrutturali. Al punto che, secondo quanto apprende l’Adnkronos, c’è chi è pronto a far decadere il decreto.

Le chat pentastellate si confermano lo sfogatoio perfetto in questi casi. Alcuni deputati, come Andrea Colletti e Jessica Costanzo, chiedono di poter intervenire con emendamenti ad hoc per modificare il testo e sbianchettare così i punti più critici, ma viene fatto notare che i tempi per una terza lettura non ci sono. E così partono i ‘j’accuse’ contro “chi sta al governo”, come quello di Davide Zanchelli, per il quale è sbagliato tiare troppo la corda: così – è il senso del suo ragionamento – si rischia di mandare a quel paese i ruoli di lealtà e fiducia. Lealtà che secondo la collega Patrizia Terzoni sarebbe già venuta meno.

Giuseppe D’Ippolito non usa mezzi termini e chiede: “Perché il governo ha dato parere favorevole a questo e ad altri emendamenti schifezza?”. Nel mirino dei malpancisti, infatti, non c’è solo lo stop al dibattito pubblico ma anche altri provvedimenti, come la riduzione dei termini per la concessione delle autorizzazioni ambientali o la norma sullo stoccaggio del gas. Troppi i punti di frizione, e così c’è chi accarezza l’idea di ‘affondare’ il decreto che scade tra una settimana esatta.

“Non si tratta di fare un emendamento, perché non ci sono i tempi – osserva il deputato tarantino Giovanni Vianello – si tratta di capire se il decreto deve decadere o meno. Avevo chiesto una riunione urgente con il gruppo parlamentare”. Pur essendo presente nella chat, non prende la parola il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, che la scorsa settimana è stato accusato da alcuni senatori di non tutelare il lavoro dei parlamentari.

Ad ogni modo, nonostante la il testo ‘blindato’, alcuni grillini hanno presentato ugualmente le loro proposte di modifica. Portano la firma di Colletti emendamenti per il ripristino del dibattito pubblico sulle grandi opere e su altri temi come codice degli appalti (art. 1 e 2), abuso d’ufficio e responsabilità erariale.

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