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Csel: quasi tutti i Comuni su AppIO, ma moltissimi hanno attivato un solo servizio

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Roma, 21 nov. (Adnkronos/Labitalia) – Teoricamente, quasi tutte le amministrazioni locale italiane si sono affacciate sull’AppIO: dall’analisi di Centro studi enti locali per Adnkronos, basata sui dati forniti da PagoPA, aggiornati al 31 ottobre 2021, risultano essere ben 6.277 i Comuni presenti (quasi l’80% del totale) sull’AppIo. “Se si va però a vedere nello specifico quali sono i servizi effettivamente messi a disposizione dagli enti, duole constatare che molto spesso quella presenza sulla App è poco più che una scatola vuota. Sono moltissime le amministrazioni, anche di grandi dimensioni, che hanno attivato un solo servizio”, spiegano da Csel.

Per quanto riguarda i 20 Comuni capoluogo di Regione, ad esempio, saltano all’occhio l’assenza di Bari e L’Aquila e il fatto che ben 10 Comuni capoluogo hanno meno i 5 servizi disponibili. Nello specifico, Potenza, Bologna e Aosta ne hanno attivato soltanto uno. Catanzaro e Cagliari 2 (contro i 28 della Città metropolitana di Cagliari che è invece particolarmente attiva su questo fronte). Ferme a quota 3 Palermo, Roma, precedute di poco da Milano e Venezia (4 servizi attivi) e Torino con 5.

Proseguendo nella scoperta di questa mini classifica troviamo Trento, con 6 servizi, e Ancona, con 7. Sul podio, Firenze e Genova a pari merito con 10 servizi attivi, Campobasso e Napoli con 13 e, in vetta, Perugia con 14. Nella città umbra, attraverso l’App Io, è possibile interfacciarsi con gli uffici comunali per quanto ciò che concerne: edilizia e urbanistica, sanzioni amministrative ambientali, servizi cimiteriali, canone unico patrimoniale – servizi mercatali, servizi cimiteriali (concessioni cimiteriali, cremazione, luci votive), certificati anagrafici e di stato civile, imposta di soggiorno per gestori di strutture ricettive, utilizzo sale comunali, accesso agli atti, tassa concorsi, sanzioni per violazioni al codice della strada e utilizzo impianti sportivi.

Scorrendo la lista dei servizi attivati da enti infinitamente più piccoli e meno strutturati, emergono alcuni dati abbastanza paradossali. Un esempio su tutti è quello di Baradili, Comune di 80 abitanti della provincia di Oristano, o quello di Badesi (poco più di 1800 abitanti, in provincia di Sassari) che hanno attivato ben 29 servizi sulla App, contro i 3 di Roma.

Trainata soprattutto dal fatto che la registrazione sulla App era stata posta come condizione per accedere ad alcuni bonus molto popolari (bonus vacanze o cashback), l’AppIO ha avuto, in termini di download, una crescita vertiginosa, sfondando il tetto dei 23 milioni di download.

Teoricamente questo strumento offre una miriade di possibilità ai Comuni che possono utilizzarla per avvisare i cittadini dei tributi in scadenza, delle multe che sono state loro comminate, possono utilizzarle per gli avvisi relativi ai servizi scolastici, bibliotecari, passi carrabili, impianti sportivi, servizi sociali, campi estivi, scadenze della carta di identità e chi più ne ha più ne metta.

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