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**Covid: Draghi ‘bastona’ no vax e difende riapertura scuole, ‘Dad crea disuguaglianze’** (2)

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(Adnkronos) – La scelta del governo, ricorda poi il presidente del Consiglio, è in linea con quella degli altri grandi paesi europei. E sembra voler marcare la differenza con l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte quando, rispondendo a una domanda, rimarca: “Si dice ‘Draghi non decide più’. Stiamo dimostrando che la scuola aperta è una priorità e questo non è il modo con cui il problema veniva affrontato in passato”. Dalla sua, i numeri: “In media ci sono stati 65 giorni di scuola regolare persa rispetto a una media dei Paesi più ricchi del mondo dove la didattica non in presenza è stata di 27 giorni, quindi il triplo. In alcune città i giorni di scuola in presenza sono stati solo 42 in un anno. Non vogliamo fare più così, vogliamo fare che l’Italia resti aperta con tutte le cautele necessarie”.

“E’ vero i decreti si sono succeduti con grande frequenza – riconosce – In parte è la complessità della materia, in parte è perché il quadro che si sta costruendo è diverso rispetto a quello che c’era quando la pandemia era più grave. Bisogna colpire il virus, vaccinare e nello stesso tempo cercare di non fare come forse si era obbligati nell’anno precedenti tenendo chiuso tutto. Vogliamo l’Italia aperta”, l’obiettivo che guida l’azione del governo e Draghi ripete come un mantra.

Quanto alle fibrillazioni che hanno accompagnato il via libera all’ultimo decreto, “in una maggioranza molto grande come quella che caratterizza questo Governo – spiega Draghi – è importante accettare la diversità di vedute, non la mediazione a tutti i costi. Per alcuni provvedimenti però l’unanimità è importante”, e deve sempre concretizzarsi “in una soluzione che abbia un senso. Per Draghi, “la diversità di opinioni, le divergenze non sono mai state di ostacolo all’azione di governo,” quel che conta “è la voglia di lavorare insieme, finché c’è quella il governo va avanti bene”.

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