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Covid: Codogno un anno dopo – primario pronto soccorso, ‘speravamo guerra lampo, era troppo tardi’ (4)

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(Adnkronos Salute) – Cosa colpisce di questa malattia? “Alcune caratteristiche mai viste – spiega Paglia – Abbiamo assistito pazienti giovani con quadri di carenza di ossigeno quasi non compatibili con la vita, che dicevano di stare bene. Mai in vita mia mi era capitato di trovarmi a gestire una cosa simile. Ricordo alcuni ragazzi dell’ambulanza che ci chiamavano increduli: il saturimetro è rotto, dicevano. Non erano rotti i saturimetri. Erano gli effetti di un’ipossiemia silente che porta le persone al limite. I pazienti arrivavano tardissimo in ospedale. Altra peculiarità: la tempesta citochinica”, questa forte reazione infiammatoria che danneggia profondamente i pazienti.

Mentre nelle trincee degli ospedali si consuma questo dramma, fuori c’è chi nega l’esistenza del virus. Ma per Paglia il problema non sono solo loro, persone “povere di elementi che si lasciano trascinare in teorie cospirative studiate ad arte da lobbisti portatori di interessi. Oltre al negazionista ‘da operetta’ c’è di più: c’è una linea più sottile di negazione, che coinvolge anche professionisti sanitari che tendono a cancellare la parte scomoda. Si fatica ad accettare l’idea che questa cosa è destinata a imporre cambiamenti nelle nostre vite, che il virus è matematica, fa quello che gli consentiamo. E’ umano faticare ad affrontare la realtà di fronte a uno scenario che si pensava incredibile. Ma è ora di crescere”.

Oggi la situazione negli ospedali è che “siamo sempre meno e sempre più stanchi – conclude Paglia – Ma io ho la speranza forte che il combinato disposto tra la vaccinazione progressiva della popolazione e la flessione che mi auguro si veda ancora una volta con l’arrivo del caldo, come indiscutibilmente c’è stata la scorsa estate, dia quella botta definitiva per riuscire a tenere Covid sotto controllo. E spero che da settembre-ottobre si possano riprendere un po’ in mano le nostre vite. A ottobre lo capiremo: e se non saremo fuori neanche allora, metteremo insieme i cocci e andremo avanti”.

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