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Covid: Codogno un anno dopo – l’imprenditrice, ‘dal negozio di danza alla startup, la crisi non mi ha fermato’

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Milano, 19 feb. (Adnkronos) – Non appena a Codogno sono arrivati il Covid e la zona rossa ha capito che la sua impresa era a rischio: il lockdown avrebbe colpito in particolare il suo settore, la danza e, di conseguenza, la sua attività, un punto vendita specializzato in articoli da ballo e un laboratorio di sartoria. Si è decisa quindi a chiudere il negozio, ma si è lanciata subito in una nuova attività: produrre tessuti innovativi con una componente naturale. “Non sono una che sta ad aspettare”, dice Annalisa Gaimarri, 42 anni, laureata in Biotecnologie mediche all’Università Statale di Milano. Da Filosognando, la sua passione per la danza e la sartoria, a Invenio, startup innovativa, nel giro di pochi mesi. Tutto a Codogno, epicentro simbolico della crisi del coronavirus.

Annalisa, residente a Santo Stefano Lodigiano, oltre agli studi in Biotecnologia e alcuni anni di lavoro in Farmacologia al Cnr di Milano, ha studiato danza classica e cucito. “Ne è nata una passione”, racconta all’Adnkronos. E un lavoro, Filosognando. “Da cinque anni avevo un punto vendita a Codogno, rivolto a una nicchia specifica, quella del ballo”. Poi il 21 febbraio è cambiato tutto. “Il ballo è stato subito bloccato e ho avuto la sensazione che sarebbe stato uno degli ultimi a ripartire. Quindi ho indirizzato le mie energie e risorse altrove”.

Nel pieno del primo lockdown Annalisa riceve la telefonata di una vecchia amica delle scuole medie, Simona Pellegri, perito agrario e consulente, che le propone un progetto. “Ora -spiega l’imprenditrice- facciamo ricerca su tessuti innovativi con una componente su base naturale, con una piccola percentuale sintetica”. L’obiettivo è di ottenere “tessuti tecnici performanti con un’anima green”.

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