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Covid: Codogno un anno dopo – direttore ‘Il Cittadino’, ‘sms sul primo caso, poi la pandemia’ (2)

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(Adnkronos) – Le pompe funebri “faticavano a stare dietro alle richieste”, spiega chi ha raccolto, per mesi, le storie e il dolore di una terra “colpita, come nessuna, dalla prima ondata. All’inizio dell’emergenza sono entrato nel pronto soccorso dell’ospedale di Lodi e semplicemente non c’era più. Era un ospedale da campo con barelle ovunque, anche vicino ai distributori del caffè. Accanto a ogni barella il paziente aveva la sua bombola d’ossigeno, infermieri e medici si muovevano senza sosta nel poco spazio. Indossavano quelle tute, allora poco familiari, che li coprivano dalla testa ai piedi: impossibile riconoscerli dal volto. Sembrava il caos, ma loro sapevano cosa fare e come rassicurare chi, solo e spaventato, annaspava per respirare”.

Oggi Codogno e la Bassa Lodigiana sono tra le aree in cui si registrano i contagi più bassi e dove sono poche le sanzioni per il mancato rispetto delle regole. “Qui, a differenza di alcune scene che abbiamo visto in grandi città, c’è un forte senso di responsabilità forse perché abbiamo pagato tanto e per primi. C’è una grande voglia di ripartenza ma nel segno della misura. Non nascondo che ci sia un po’ di amarezza per come si continui a gestire la pandemia rispetto alle realtà locali: alcuni comuni lombardi ed emiliani divisi solo da un ponte hanno risposto a regole regionali e di fatto più famiglie sono state separate per mesi”.

Ristoratori e commercianti, invece, “più che alcune scelte calate dall’alto non hanno apprezzato tempi e modalità delle chiusure. I ‘colori’ assegnati alle regioni, i ritardi nella cassa integrazione hanno mostrato un divario tra politica ed economia reale che con la fine del blocco dei licenziamenti preoccupa. Alcuni settori, in particolare quello dell’artigianato, soffrono e le persone che fanno ricorso alla Caritas e ai servizi comunali sono in drastico aumento. L’economia adesso – conclude il direttore de ‘Il cittadino di Lodi’ Lorenzo Rinaldi – fa più paura della salute”.

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