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Covid: Codogno un anno dopo – anestesista paziente 1, ‘rivivo ancora ogni momento’ (4)

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(Adnkronos Salute) – In realtà, continua Malara, “noi in ospedale vedevamo solo i casi più estremi. Ho ripensato ai giorni prima di Mattia, ad altri pazienti respiratori ricoverati. Un’altra volta mi aveva sfiorato il pensiero di Sars-CoV-2. Ma poi per quel paziente era arrivato il responso positivo per legionella. Avevamo un’altra causa, e fine. Tutti questi pazienti avevano un’altra spiegazione, un altro virus o batterio isolato”. Tutti tranne Mattia. Annalisa lo ha rivisto dopo mesi ai giardini di Lodi, con la moglie e la figlia piccolina. “Un giorno ho guardato il cellulare, mi aveva scritto un messaggio bellissimo in cui spiegava di non essersi fatto sentire perché non voleva risultare invadente. Mi ha fatto piacere leggere le sue parole. Ci siamo incontrati in estate, quando con l’epidemia in calo ci si poteva vedere. C’era anche sua madre che ha voluto ringraziarmi. Sono stata contenta per loro. Ogni tanto ci sentiamo ancora”.

Dopo la diagnosi di Mattia, ripercorre Malara, “pensavamo si trattasse di quel paziente e della sua famiglia. Ma già nella notte fra il 20 e il 21 febbraio le persone arrivate con la stessa sintomatologia erano diventate 3-4-5. Tutti positivi, compreso un rianimatore che non stava bene da un paio di giorni ed era venuto in pronto soccorso. In poche ore più persone non collegate al primo paziente, tutte della stessa zona di Castiglione d’Adda, erano contagiate. Abbiamo capito che avevamo un grosso problema”.

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