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Covid: Codacons, tra 2020 e 2021 oltre 5mila richieste d’aiuto in tutta Italia/Adnkronos

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Roma, 7 nov. (Adnkronos) – Oltre cinquemila richieste d’aiuto dislocate su tutto il territorio italiano per problemi legati al Covid. Sono quelle che, a quanto apprende l’Adnkronos, ha ricevuto il Codacons nel periodo compreso tra l’inizio della pandemia, ovvero marzo 2020, sino ad oggi. “E’ stato un periodo terribile in cui chi, come il Codacons, ha la missione di aiutare i più deboli, si sente davvero utile -dice all’Adnkronos il presidente del Codacons Carlo Rienzi- Lo dimostrano i numeri incredibili con cui abbiamo avuto a che fare in questo anno e mezzo di pandemia”. Centinaia di denunce, istanze, ricorsi avviati dall’associazione a tutela dei cittadini. “Un’attività legale intensissima, ma con risultati di cui siamo fieri, considerando che dietro nostro impulso Antitrust, GdF e Procure di tutta Italia si sono attivate per avviare indagini e sanzionare irregolarità e illeciti”, sottolinea Rienzi.

La prima denuncia in assoluto fu quella, a febbraio 2020, verso 104 Procure e Antitrust per i rincari prezzi di mascherine, gel igienizzanti e altri prodotti legati all’emergenza: denunce che hanno portato all’apertura di indagini da parte dell’Antitrust e delle magistrature locali, e rinvii a giudizio contro farmacisti e altri soggetti che avevano realizzato speculazioni sui prezzi. In quel periodo, molte anche le denunce alle Procure della Lombardia, del Veneto e del Piemonte contro truffe porta a porta legate al coronavirus. “Finti addetti della Croce Rossa che andavano casa per casa a chiedere soldi ai cittadini”, spiegano dal Codacons.

Sono seguite poi centinaia di azioni per rimborso viaggi, biglietti treno e aereo, concerti, rette asili, abbonamenti stadio, e così via, per vacanze ed eventi annullati causa Covid. La prima denuncia in ambito sanitario risale al 9 marzo del 2020, quando un medico anestesista rianimatore di Bergamo, Christian Salaroli, rivelò che in ospedale si decideva chi curare in base all’età dei pazienti. “Da lì, quando la situazione si è fatta più calda e sono iniziate a circolare notizie di ritardi, omissioni, carenze, siamo partiti con un’attività legale a tutto tondo”, ricorda l’associazione.

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