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Covid: Borghi (Pd), ‘nessun problema se titolare pubblico esercizio chiede documento’

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Roma, 10 ago. (Adnkronos) – “Ha ragione il presidente del Consiglio, Mario Draghi, quando propone il green pass per farci sentire più sicuri e liberi. Lo hanno capito decine di milioni di italiani, che lo hanno subito scaricato e lo stanno utilizzando con grande senso civico. Perchè esso funzioni, serve il concetto della sicurezza collettiva, non immaginare di piantonare con la forza pubblica ogni ristorante. Ognuno, in proposito, può e deve fare la propria parte, senza isterie o furbizie. I nostri documenti li mostriamo già ad un esercente, senza discutere, quando acquistiamo un cellulare. E pretendiamo -giustamente- che siano gli esercenti a far rispettare la legge che impedisce la vendita di alcolici ai minori. L’attività di verifica e di identificazione da parte degli esercenti di titolari e di bar è pienamente legittima -lo ha ribadito anche il Garante della privacy-, e non si capisce quale sia il problema per il quale il titolare di un pubblico esercizio richieda agli intestatari della green pass l’esibizione di un documento di identità (mettendo in tal modo in totale sicurezza se stesso, i clienti e i lavoratori di quella struttura)”. Lo scrive su Facebook Enrico Borghi, responsabile Sicurezza del Pd.

“Da cittadino, se un esercente si comporta in questo modo, mi sento sicuro -aggiunge- di poter accedere alla struttura di ristorazione e lo ringrazio. Abbiamo per mesi compilato moduli lasciando i numeri dei nostri cellulari ai medesimi esercenti, in omaggio al principio del tracciamento. Ora, improvvisamente, per correre dietro ad una minoranza urlante, vogliamo fare passi indietro, anche sotto il profilo della responsabilizzazione collettiva che come tale è la migliore forma di deterrenza e di sicurezza, oltre che di senso civico?”

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