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Covid: Barbaro (Asi), ‘uscire dall’emergenza vuol dire rilanciare lo Sport, a partire dagli impianti’

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Roma, 5 apr. – (Adnkronos) – “Gli impianti sportivi come presidi della salute sul territorio. Serve un investimento da parte del Governo e delle amministrazioni cittadine”, questa la proposta del Sen. di Fd’I Claudio Barbaro, Presidente di ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane. “È ben noto come l’attività fisica svolta regolarmente – prosegue Barbaro – sia strumento di prevenzione. I centri sportivi devono essere considerati e come tale trattati dalle Istituzioni, presidi di benessere. Non basta annunciare l’uscita dall’emergenza. Bisogna investire sullo sport e sulla salute”. “Gli Enti Locali affrettino, ad esempio, le procedure per concretizzare gli allungamenti delle concessioni comunali sanciti, durante l’emergenza, da leggi dello Stato”, termina Barbaro.

“A Roma occorre sbloccare le procedure per la proroga di tre anni delle concessioni comunali prevista dalla normativa nazionale quale sostegno alle difficoltà Covid”, aggiunge Alessandro Cochi – dirigente nazionale ASI con delega ai rapporti con gli Enti Locali, nonché delegato allo Sport della Federazione romana di Fd’I – portando l’esperienza della Capitale. “Inoltre, è di fondamentale importanza, introdurre un’urgente semplificazione delle procedure per i lavori di miglioria negli impianti e quindi investimenti privati per l’arricchimento del patrimonio sportivo pubblico (soprattutto per consentire immediati interventi al fine di allineare l’offerta sportiva alle mutate esigenze dell’utenza e consentire allo stesso tempo una diversificazione dei ricavi). Noi crediamo nello Sport e nei suoi impianti come punto di riferimento del territorio”, prosegue Cochi.

“Gli impianti sportivi potrebbero diventare anche luoghi centrali sul territorio a livello amministrativo ampliando l’offerta di servizi che questi ultimi potrebbero offrire alla cittadinanza, come il rilascio documenti. Immaginiamo che potrebbero ospitare, ad esempio, anche punti informativi turistici, Caf o centri di consulenza per l’avviamento alla pratica sportiva. Per quanto riguarda Roma, che portiamo ad esempio, ci sono più impianti sportivi comunali (circa 160 in regime di concessione senza contare i centri sportivi municipali) che uffici postali (135)”.

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