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Coronavirus: ira eletti M5S per fiducia su dl, ‘affossano emendamento Intelligence’

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Roma, 1 set. (Adnkronos) – Monta la rabbia dei deputati M5S per la decisione del governo di mettere la fiducia alla Camera sul decreto proroga dell’emergenza Coronavirus. Già questa mattina, tra i 5 Stelle, rimbalzavano rumors su una possibile fiducia, mentre si faceva spazio il sospetto che a spingere l’esecutivo all’ennesimo voto di fiducia fosse il muro dei 5 Stelle al ritiro dell’emendamento a firma Federica Dieni -ben 50 firme in calce- volto a cancellare la norma inserita nel decreto di fine luglio che, di fatto, modifica la legge del 2007 sul rinnovo dei vertici dei servizi segreti.

Negli ultimi giorni e fino all’approdo in Aula, come raccontato dall’Adnkronos, c’era stato il pressing del capo politico del M5S, Vito Crimi, ma anche del viceministro Stefano Buffagni e altri membri del governo sui deputati grillini firmatari dell’emendamento: obiettivo ritirare la proposta di modifica e lasciare la norma così com’è. E nelle ultime ore, viene raccontato da alcune fonti, era stato tentato un compromesso per modificare il testo del decreto e mettere d’accordo tutti. Ma gli sforzi in tal senso sono stati vani.

L’annuncio della fiducia, fatto in Aula dal ministro Federico D’Incà, è stato commentato con amarezza dalla stessa Dieni, prima della sospensione dei lavori dell’Aula. “La normativa che riguarda i Servizi, quindi la sicurezza nazionale, non riguarda alcuni o pochi ma tutti. Sono profondamente contrariata” dal voto di fiducia “e voglio che resti agli atti”. Tanti tra i firmatari dell’emendamento della discordia promettono battaglia: “conteranno parecchie diserzioni sul voto di fiducia – dice un big grillino tra i firmatari della proposta di modifica – siamo stanchi di questi continui ricatti sulla tenuta del governo…”.

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