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Conti pubblici, Ue: Italia rispetta procedura per deficit

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(Adnkronos) – L'Italia è in linea con le raccomandazioni Ue per riportare gradualmente il deficit sotto il 3% del Pil. Il nostro Paese, emerge dal pacchetto di primavera del Semestre europeo presentato oggi a Bruxelles, rientra tra quelli che rispettano la procedura, insieme alla Francia e altri. "Per quanto riguarda gli Stati membri sottoposti a procedura per disavanzi eccessivi (Edp), la Commissione Europea ritiene che per Francia, Italia, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia non sia necessario adottare ulteriori misure nell'ambito della Edp in questa fase". Per il Belgio, dopo la presentazione del piano a medio termine, la Commissione ha raccomandato un nuovo percorso correttivo, attualmente in attesa di adozione da parte del Consiglio. Sebbene la crescita della spesa netta prevista per il Belgio nel 2025 superi il limite massimo della raccomandazione, rimane entro i limiti di flessibilità previsti dalla clausola di salvaguardia nazionale.  Al contrario, la crescita della spesa netta della Romania è "significativamente superiore" al limite massimo stabilito dal percorso correttivo, cosa che comporta "chiari rischi" per la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2030. La Commissione raccomanda pertanto al Consiglio di adottare una decisione che stabilisca che la Romania "non ha adottato misure efficaci". Per quanto riguarda la traiettoria della spesa primaria netta, l'Italia, secondo fonti Ue, si è mantenuta prudentemente un po' al di sotto del tasso di crescita massimo concordato nel piano di rientro, nell'ordine di 0,3-0,4 punti percentuali in meno. Per il 2025 questo margine, in base alle stime interne della Commissione, che sono basate su proiezioni e sono quindi soggette a variazioni, dovrebbe aggirarsi intorno allo 0,2% del Pil (poco più di 4 mld di euro).  Le nuove regole del patto di stabilità, concordate nel 2023 dopo la lunga sospensione dovuta alla pandemia di Covid-19, continuano intanto a produrre risultati insoliti. La Commissione Europea ha deciso di proporre al Consiglio di aprire una procedura per deficit eccessivo nei confronti dell'Austria, Paese che si è sempre posizionato tra i 'falchi', i paladini del rigore nei conti pubblici. Vienna aveva già subito una procedura per deficit nel 2009, che venne poi chiusa nel 2013.  Secondo la Commissione, "l'apertura di una procedura per deficit eccessivo basata sul deficit (c'è anche quella basata sul debito, ndr) è giustificata per l'Austria. Dopo aver considerato il parere del Comitato economico e finanziario, la Commissione intende proporre al Consiglio di aprire una procedura per deficit eccessivo basata sul deficit nei confronti dell'Austria e di proporre al Consiglio raccomandazioni volte a porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo". Nel 2024 l'Austria ha registrato un disavanzo pari al 4,7% del Pil, superiore alla soglia del 3%.  La Commissione ha inoltre valutato l'attuazione dei piani a medio termine di 18 Stati membri. Di questi, dodici (Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Slovenia e Svezia) rispettano il limite della crescita massima della spesa netta raccomandata, tenendo conto della flessibilità prevista dalla clausola di salvaguardia nazionale. Portogallo e Spagna sono sostanzialmente conformi, con "limitate" deviazioni dai percorsi raccomandati. Tuttavia, per Cipro, Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi, per la Commissione c'è un rischio di deviazione dai tassi di crescita massimi raccomandati.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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