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Clima: Onu, produzione energia da fonti fossili verso +2% l’anno quando servirebbe -6%

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Roma, 2 dic. (Adnkronos) – Per seguire un percorso coerente con gli accordi di Parigi sul clima e non superare gli 1,5°c si dovrebbe ridurre la produzione di energia da fonti fossili di circa il 6% l’anno tra il 2020 e il 2030 invece si profila un aumento medio annuo del 2% entro il 2030. A suonare il campanello d’allarme è l’Onu nel rapporto ‘Production Gap Report’ sottolineando la necessità che i paesi “cambino rotta per evitare che i livelli di produzione di carbone, petrolio e gas siano superiori” agli obiettivi fissati per rimanere al di sotto di 1,5°c. “Il ‘divario di produzione’ – si legge nel rapporto – rimane ampio: i paesi prevedono di produrre più del doppio della quantità di combustibili fossili nel 2030 di quanto sarebbe coerente con un limite di temperatura di 1,5 ° C”.

“I devastanti incendi boschivi, le inondazioni e la siccità di quest’anno e altri eventi meteorologici estremi in corso servono come potente promemoria del motivo per cui dobbiamo riuscire ad affrontare la crisi climatica. Mentre cerchiamo di riavviare le economie a seguito dello stop legato alla pandemia investire in energia e infrastrutture a basse emissioni di carbonio sarà positivo per l’occupazione, per le economie, per la salute e per il clima”, sottolinea Inger Andersen, direttore esecutivo dell’United Nations Environment Programme. “I governi devono cogliere l’opportunità di portare le loro economie e i loro sistemi energetici il più lontano possibile dai combustibili fossili e costruire un’economia più giusta, sostenibile e resiliente”.

Secondo il rapporto, tra il 2020 e il 2030, la produzione globale di carbone, petrolio e gas dovrebbe diminuire ogni anno rispettivamente dell’11%, del 4% e del 3%, per essere coerente con il percorso di 1,5 ° C.

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