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Cinema: addio a Pamela Tiffin, star di ‘Straziami ma di baci saziami’ (2)

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(Adnkronos) – Anche a causa della crisi coniugale con il marito Clay Felker, a metà degli anni ’60 l’attrice si trasferì in Italia, stabilendosi a Roma fino al 1974.

rimasta affascinata dall’ambiente di Cinecittà oltreché di Roma, vi si stabilirà fino al 1974. Apprezzata per la freschezza, la sensualità e anche una certa dose di ironica ingenuità, nel bel paese la Tiffin partecipò a fortunate pellicole come Delitto quasi perfetto (1966) di Mario Camerini, accanto a Philippe Leroy, L’arcangelo (1969) di Giorgio Capitani, insieme a Vittorio Gassman, e Il vichingo venuto dal sud (1971) di Steno, accanto a Lando Buzzanca.

A Cinecittà la splendida brunetta di Oklahoma City divenne bionda e fu protagonista di successo di diverse commedie: dopo il piccolo ruolo della moglie bionda in “Oggi, domani, dopodomani” (1965) e “Un delitto quasi perfetto” di Mario Camerini (1966), con Philippe Leroy, Tiffin ottiene la parte che la consegna alla storia del cinema italiano, quella Marisa Di Giovanni contesa tra Nino Manfredi e Ugo Tognazzi nel film di Dino Risi, “Straziami ma di baci saziami” (1968). In seguito lavora con Lando Buzzanca (“L’arcangelo” e “Il vichingo venuto dal sud”, commedie di grande successo di pubblico), con Franco Nero (“Giornata nera per l’ariete”) e interpreta anche altri film minori (“E se per caso una mattina…”, “La signora è stata violentata”, “Amore mio, uccidimi!”).

La carriera cinematografica di Pamela Tiffin termina a Roma nel 1974 a soli 32 anni. Sposato Edmondo Danon, abbandonato la recitazione per tornare a vivere a New York e dedicarsi soprattutto alle due figlie, Echo Angelica (nata nel 1976) e Aurora Hillego (nata nel 1981) e al marito, il quale divenne direttore dell’Istituto Hesperia per il Medioevo e il Rinascimento.

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