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Caso Marò: il rientro in India nel 2013 e le dimissioni choc del ministro Terzi/Adnkronos (2)

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(Adnkronos) – Di tutt’altro tenore la posizione del ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola: “so in piena e serena coscienza -affermò in quella stessa seduta- di aver sempre agito e di essermi sempre battuto solo per il bene dei due fucilieri di Marina e dell’Italia. Se non ci sono riuscito me ne scuso con tutti, ripeto me ne scuso con tutti, in primo luogo con Massimiliano Latorre, Salvatore Girone e i loro familiari”.

“So quello che Massimiliano e Salvatore, guardandomi negli occhi, la sera del 21 marzo, mi hanno detto: non ci abbandoni, non ci abbandonate. So quello che i familiari di Massimiliano Latorre, ieri sera, guardandomi negli occhi, con voce ferma e giustamente dura, mi hanno detto: noi non capiamo, ma non ci abbandonate, non ci abbandoni”.

“Sarebbe facile lasciare, ma così verrei meno a quel senso del dovere verso le istituzioni che ho sempre servito, a quelle scelte che ho condiviso, quale che fosse il prezzo, anche oggi davanti a voi. Non abbandonerò -concluse l’allora ministro della Difesa- la nave in difficoltà con Massimiliano e Salvatore a bordo fino al mio ultimo giorno di governo”.

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