Caso Amara: difesa Davigo, ‘suo intervento ha rimesso inchiesta su giusti binari’
Brescia, 20 giu. (Adnkronos) – “I fatti accertati mostrano con evidenza che i fatti rappresentati da Davigo sono stati presi sul serio dai suoi interlocutori e hanno avuto risposta e hanno rimesso sui binari l’inchiesta milanese che era finita in un’impasse”. E’ quanto sostiene nella sua arringa l’avvocato Domenico Pulitanò che, insieme al collega Francesco Borasi, difende l’ex componente del Csm per rivelazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta sulla presunta loggia Ungheria.
L’accusa nei confronti dell’ex magistrato simbolo di Mani Pulite è di aver preso dalle mani del pm milanese Paolo Storari – assolto in via definitiva al termine del processo abbreviato – i verbali segreti di Piero Amara, in cui l’ex avvocato esterno di Eni ha svelato l’esistenza della presunta associazione massonica, di cui avrebbero fatto parte anche componenti del Consiglio superiore della magistratura.
Nonostante Davigo sia accusato di non aver seguito la ‘giusta’ strada, dopo aver appreso i fatti da Davigo “il vicepresidente del Csm Ermini va al Quirinale e il procuratore generale della Cassazione Salvi chiama l’allora procuratore di Milano Francesco Greco” e si arriva alle iscrizioni. “I contatti informali sono riusciti a raggiungere l’obiettivo” ossia – per la difesa – rimettere l’attenzione della magistratura sull’esistenza della presunta loggia massonica, mostrando la correttezza “di Davigo di aver fatto da ponte”.
