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Casa: indagine Intesa Sp-Ce, dopo smartworking e Dad ora gli italiani la vogliono più grande

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Milano, 14 dic. (Adnkronos) – Dopo smartworking e Dad ora gli italiani vogliono una casa più grande. E’ quanto emerge dalla ricerca sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2021, presentata oggi da Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi.

Le case degli italiani sono mediamente più piccole (81 mq) di quelle degli spagnoli (96 mq), dei francesi (102 mq) e dei tedeschi (109 mq) e proprio la didattica a distanza e lo smart-working hanno mostrato l’insufficienza, almeno qualitativa, se non quantitativa, del patrimonio abitativo italiano. Il 18 per cento del campione intervistato ha dichiarato che, a seguito della pandemia, giudica oggi insufficiente lo spazio della propria casa. Il 2,6 per cento avrebbe già deciso di cambiarla e il 10,7 per cento lo farebbe se si realizzassero altre condizioni, prevalentemente dal lato del finanziamento.

La somma semplice di questi due dati costituisce il 13,3 per cento del campione, ma si sale al 28 per cento fra i 25-34enni e al 22 per cento dei 35-44enni. Il 31 per cento di coloro che vorrebbero cambiare casa aspirerebbe a una casa fuori città; si sale al 52 per cento fra i più giovani. Il 17 per cento resterebbe in città, ma vorrebbe una casa con almeno un terrazzo o con un piccolo giardino. Se il tasso di successo di questi desideri fosse appena del 50 per cento, nei prossimi anni il mercato immobiliare potrebbe affrontare una domanda per adeguamento delle case di oltre 500 mila unità all’anno, delle quali 125 mila circa in uscita dai centri urbani, senza contare la domanda normale, non derivata da questioni pandemiche.

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