Carceri: Salvi, ‘ergastolo fine pena mai solo se non possibile reinserimento, fiducia in Consulta’ (2)
(Adnkronos) – “L’Italia – ha ricordato – è uno degli ultimi paesi in Europa, ed anche al mondo, per rapporto tra detenuti e popolazione”. La corresponsione di pene in modalità più miti per reati dovuti ad ignoranza e povertà o la possibilità per quei circa 3mila detenuti che hanno già scontato gran parte della pena, di proseguire in detenzione domiciliare, sono strumenti previsti. “Ma non funzionano bene – spiega – per varie ragioni anche burocratiche”, o perché spesso molti “non hanno domicilio. E sarebbero necessarie strutture che li possano accogliere” ma non sempre ci sono.
“Già da alcuni anni sono stati avviati progetti per consentire a queste persone di avere alloggio. Abbiamo avviato un lavoro in tal senso, coinvolgendo Cdp, molte carceri e anche l’Ue, ma c’è ancora difficoltà a far intendere le diverse parti in gioco, tra cui l’istituto penitenziario, i magistrati di sorveglianza, il pubblico ministero e l’ufficio per l’esecuzione esterna – commenta – Si può fare tanto con la legislazione esistente. Molti – ribadisce in conclusione – non vanno in detenzione esterna a causa di una mancanza di edilizia”.

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