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Caos procure: giudice Angioni, ‘presidente Anm ha sbagliato a omissare gli atti, lasci subito’ (3)

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(Adnkronos) – E a chi, tra i colleghi, contesta anche la necessità di tutela della riservatezza, Angioni replica: “anche in seno alla nostra Anm, che è una associazione privata, può effettuarsi il trattamento dei dati nell’ambito delle nostre legittime attività, come espressamente consentito dall’art. 9 co. 2 lett. d) del regolamento europeo per la protezione dei dati personali. Anche noi dobbiamo rispettare, e rispetteremo, la tutela della privacy, le cui norme si applicheranno in particolare alle chat non rilevanti ai fini deontologici”.

I quattro magistrati di ArticoloCentouno chiedono anche nuovi modi per scegliere i componenti del Consiglio superiore della magistratura. “Io sono per il sorteggio temperato del Csm, e per una rotazione dei direttivi e semidirettivi. E’ l’unico sistema”. Proprio ieri è arrivato il risultato del nuovo eletto al Csm alle elezioni suppletive, dopo le dimissioni di Marco Mancinetti di Unicost. Si tratta di Maria Tiziana Balduini di Magistratura Indipendente. “Con tutte queste dimissioni – dice Angioni – sempre legate alle chat di Palamara, si è dovuto ricorrere a diverse elezioni suppletive, ma vi sono ancora alcuni componenti del Csm coinvolti nelle chat. Se se ne vuole uscire sarebbe stato meglio ricominciare da capo”.

Maria Angioni ha fatto parte, in passato, di Magistratura indipendente e poi di Autonomia&Indipendenza “pensando di potere cambiare le cose dall’interno, ma il problema è il sistema. Io sono stata eletta due volte al consiglio giudiziario di Cagliari, il problema è che poi quelle persone che ti votano, qualche volta ti assediano anche, ti chiedono cose. E io a un certo punto non ne ho potuto più. E’ una cosa contraria al senso del magistrato”. E fa un esempio: “Io non ho mai fatto domanda per un posto di Presidente, salvo una volta, quando mi sono candidata a divenire Presidente del Tribunale di Oristano. Ma senza fare telefonate a nessuno. Pochi avevano fatto domanda, il Csm avrebbe dovuto nominare me, o altro collega più anziano di me, altrettanto indipendente. Ma alla fine hanno riaperto i termini in corsa, pur di potere nominare un altro. Insomma, è un gatto che si morde la coda. E’ un sistema che non va bene per niente. Ti senti un poveraccio se non hai un posto”. Maria Angioni non si sente “amareggiata” ma stanca “perché dobbiamo fare questa battaglia”. “Prima c’era solo Andrea Reale a fare questa battaglia, ora siamo quattro. E non abbiamo nessuna intenzione di diventare correntocrati. E se c’è qualcosa che non va, allora la diciamo”. (di Elvira Terranova)

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