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Caos Procure: gip Castiglia, ‘situazione grave, basta ricatti morali, Ermini imbarazza Csm’ (2)

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(Adnkronos) – Castiglia è tra i magistrati che da molti anni spinge per una riforma che preveda il sorteggio per la nomina dei componenti del Csm: “Non sono tra quelli che ritengono il sorteggio un “male necessario”; ritengo che sia proprio un’ottima soluzione e, con altri, la proponiamo da tanti anni perché sia adottata, a Costituzione vigente, come strumento di selezione dei candidati al Csm. Nel 2014 l’abbiamo sperimentata praticamente, selezionando attraverso il sorteggio alcuni candidati che poi non sono stati eletti perché non hanno avuto i voti necessari; ma era un contesto diverso, in cui chi proponeva il sorteggio veniva guardato come un marziano. L’obiezione che si fa al sorteggio è che non sarebbe democratico, invece è il più democratico tra i metodi di selezione della classe dirigente”. “Da Aristotele in poi, fino a Montesquieu, il sorteggio è stato indicato come il metodo democratico per eccellenza perché mette tutti nelle stesse condizioni, senza differenze di alcun genere. In un ambiente selezionato come quello dei magistrati, cioè di persone scelte per le loro elevate capacità intellettive e culturali, a maggior ragione è un metodo validissimo in sé e che presenta il vantaggio di contrastare efficacemente le storture tipiche del sistema del voto puro e semplice”.

“Storture fondamentalmente consistenti nel clientelismo, che ha finito col consegnarci istituzioni dell’autogoverno dei magistrati che rappresentano i partiti e non sono, come sarebbe previsto dalla Costituzione, rappresentative dei magistrati puri e semplici e delle loro diverse categorie”. “Quanto al rapporto tra magistratura e politica – prosegue il gip Giuliano Castiglia – spesso viene rappresentato come un rapporto di forze in lotta tra loro per prevalere l’una sull’altra. Questa rappresentazione è profondamente sbagliata. Non è così. Non ci sono tentativi di prevaricazione dell’una sull’altra. C’è invece commistione tra l’una e l’altra ed è in questo ambito che si creano relazioni distorsive del sistema costituzionale e della separazione dei poteri che sta alla sua base. Il rapporto dovrebbe essere sì di confronto ma tra diversi. Le porte girevoli tra magistratura e politica, i passaggi dall’una all’altra attraverso percorsi a volte insondabili e proprio per questo più preoccupanti, sono l’effetto naturale e anche la plastica rappresentazione di questa commistione e non vanno bene”.

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