Cannabis: Mantovano (C. S. Livatino), ‘oggetto referendum ingannevole, legalizza droga’
Roma, 14 feb. (Adnkronos) – Il “referendum cannabis legale”, al vaglio della Corte costituzionale, “non corrisponde nella denominazione data dal Comitato promotore sul sito dedicato alla raccolta firme al contenuto del quesito referendario. Il richiamo alla dicitura “cannabis legale” non è corretto, perché presupporrebbe un riferimento alla volontà di legalizzare esclusivamente cannabis. Mentre così non è”. Ne parla con l’Adnkronos Alfredo Mantovano, magistrato e vice presidente del Centro studi Livatino spiegando che: “L’oggetto indicato in cannabis legale è ingannevole. Quando si interpella l’elettore, come stabilito in due ordinanze dell’Ufficio centrale di Cassazione, il quesito deve essere chiaro; L’indicazione deve essere corretta ed esatta per dare l’orientamento perché le persone sono orientate nella loro scelta da quello che viene precisato come oggetto, e non è immaginabile che ogni elettore riesca a consultare gli articoli e le leggi interessate dal referendum”.
“Il quesito referendario (Abrogazione di disposizioni penali e di sanzioni amministrative in materia di coltivazione, produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope – ndr) si compone di tre parti. Nella prima – spiega Mantovano – verrebbe abrogata la punizione per la coltivazione di qualsiasi tipo di droga quindi non soltanto per la cannabis e i suoi derivati, ma anche oppiacei e coca; nella seconda si propone di eliminare la sanzione della sospensione della patente di guida a chi fa uso di qualsiasi tipo di droga. E nella terza si propone di eliminare la sanzione detentiva per qualsiasi attività connessa con la cannabis, dunque anche il traffico di grossi quantitativi. Il Referendum è dunque qualcosa di più. Va oltre la cannabis”.

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