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Bollette: Ferlito (Beretta), ‘a medio termine si rischia delocalizzazione’

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Milano, 17 feb. (Adnkronos) – L’Italia rischia la fuga all’estero delle imprese se al caro energia non si troverà una soluzione in tempi accettabili. A lanciare l’allarme è il direttore generale della Pietro Beretta’, la fabbrica di Gardone Val Trompia in provincia di Brescia che produce armi da 500 anni e che si unisce ”all’urlo di dolore” delle grandi aziende energivore come le acciaierie, costrette a ritagliarsi spazi di produzione nelle ore dove l’elettricità costa di meno: la notte e i week end.

”Il rischio di delocalizzazione -dice all’Adnkronos il direttore generale Carlo Ferlito- c’e’ sicuramente a medio termine. Purtroppo le aziende vivono di competitività, è la dura legge di mercato, e se un ambiente non è idoneo a mantenersi sul mercato, bisogna cercarne un altro”. Il direttore generale non ha dubbi: ”la situazione è preoccupante. Certo non siamo un’impresa energivora come le acciaierie, costrette a ritagliarsi la produzione in orari notturni perchè consumano enormi quantità di energie, ma anche noi siamo in difficoltà con il caro bollette”.

Ferlito spiega che ”il costo dell’incidenza dell’energia sul prodotto è passato dal 2,5% all 8 %, un livello che non è sostenibile a lungo. Noi poi produciamo su tre linee su tre turni e quindi non avremmo neanche la possibilità si fermarci per spostare la produzione in orari diversi”. Per ora la Beretta regge, ma perchè ha avviato da tempo una produzione di energia autonoma. ”Il nostro gruppo -spiega- è riuscito a operare un’azione di investimento sul fotovoltaico e su una centrale idroelettrica per cui siamo riusciti a realizzare una parziale indipendenza energetica. Ma è chiaro poi che dobbiamo comprare il gas per far andare i forni, non possiamo certo produrlo. Ovviamente abbiamo ridotto al massimo i consumi, controlliamo l’efficienza dei nostri impianti per eliminare qualsiasi spreco, ma più di questo non si può fare”. Il trend al rialzo va fermato e Ferlito non esita a dire che la questione va affrontata ”prioritariamente. Al più presto. E’ un problema serio. Bisogna fare qualcosa perchè se questa situazione dura a lungo va a compromettere la nostra competitività: i nostri concorrenti nel mercato civile, in quello della caccia, del tiro, della difesa sono americani, l’America non è facile e i listini non si possono alzare all’infinito”.

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