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Biennale Arte, padiglione Russia unico tra i 100 Stati a restare chiuso al pubblico

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(Adnkronos) – Su cento Stati partecipanti alla Biennale Arte 2026, sarà il padiglione della Federazione Russa l'unico a non essere accessibile al pubblico per l’intera durata della manifestazione (9 maggio – 22 novembre 2022). Non è prevista alcuna cerimonia di apertura nel programma ufficiale del giorno inaugurale, come risulta all'Adnkronos, poiché lo spazio espositivo non sarà fisicamente accessibile.  Eppure le polemiche politiche e istituzionali si concentrano in particolare proprio sulla presenza della Russia in relazione alla decisione – peraltro ancora sulla carta – di realizzare durante la Vernice una performance della durata di tre giorni, dal 6 all’8 maggio, intitolata 'The Tree is Rooted in the Sky' (“L’albero è radicato nel cielo”). Dopo un’assenza di quattro anni dalla Biennale Arte, la Russia punta a un ritorno simbolico sulla scena della più importante manifestazione artistica mondiale con un progetto che prevede spettacolo, performance e componenti audiovisive. L'evento 'The Tree is Rooted in the Sky' – che potrà essere visto solo dai giornalisti e dagli addetti ai lavori – dovrebbe essere registrata e successivamente trasmesso su grandi schermi installati sulla facciata del padiglione russo, in modo da essere visibile anche ai visitatori che passeggeranno ai Giardini. Secondo indiscrezioni raccolte da Adnkronos da fonti qualificate vicine al dossier, la performance in programma dal 6 all’8 maggio dovrebbe coinvolgere una trentina di persone tra artisti, musicisti, poeti e filosofi, con una decina di russi e gli altri provenienti da Argentina, Brasile, Mali e Messico. Tra i partecipanti figurerebbe anche DJ Diaki, artista sonoro maliano noto per la fusione di ritmi africani, folklore russo e musica elettronica.  La performance si configurerebbe come una sorta di festival musicale e artistico, nelle intenzioni degli organizzatori, includendo workshop e interventi filosofici con l’obiettivo dichiarato di favorire il dialogo interculturale e valorizzare pratiche artistiche lontane dai grandi centri culturali. All’interno dello spazio espositivo dovrebbero essere presentate opere di pittura, scultura, performance multimediale e sound art di artisti tra cui Lizaveta Anshina, Ekaterina Antonenko, Vera Bazilevskikh, Antonio Buonuario, Serafim Chaikin, Marco Dinelli, Timofey Dudarenko, Faina, Zhanna Gefling, Oleg Gudachev, Sofya Ivanishkina, Jaijiu, JLZ, Tatiana Khalbaeva, Alexey Khovalyg, Daria Khrisanova, Nikita Korolev, Oksana Kuznetsova, Roman Malyavkin, Petr Musoev, Artem Nikolaev, Veronika Okuneva, Valerie Oleynik, Georgy Orlov-Davydovsky, Yaroslav Paradovsky, Bogdan Petrenko, Alexey Retinsky, Ekaterina Rostovtseva, Antonina Sergeeva, Mikhail Spasskii, Lukas Sukharev, Alexey Sysoev, Olga Talysheva, Ilya Tatakov, Alexey Tegin e Maria Vinogradova. Secondo gli organizzatori, come ha sottolineato la commissaria del padiglione russo, Anastasia Karneeva, l’iniziativa mira a valorizzare pratiche artistiche periferiche e a creare uno spazio di dialogo interculturale, mettendo in relazione radici locali e prospettive globali. (di Paolo Martini) 
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