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“Bellezza e cura della persona, italiane prime per interesse in Europa”

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Milano, 14 ott. (Adnkronos) – L’Oréal Italia lancia il nono appuntamento dell’Osservatorio Beauty: grande coinvolgimento delle donne italiane per il mondo del beauty con una media dei dati superiore a quella europea. L’Osservatorio è realizzato in collaborazione con il dipartimento Consumer Market Insight di L’Oréal Italia che quotidianamente si occupa di produrre e coordinare ricerche quali-quantitative per approfondire la conoscenza sui consumatori. La fonte utilizzata è Ipsos Beauty Track (2020 e precedenti edizioni) e i Paesi coinvolti sono: Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna (per ogni Paese il campione è di circa 3.000 donne 15- 70enni, rappresentative delle donne del rispettivo Paese).

Dalla ricerca osserviamo una grande attenzione alla salute (“per me essere bella significa soprattutto apparire in salute” 75% vs 70% media europea), alla naturalità (preferenza per prodotti di bellezza con ingredienti naturali 71% vs 64%), alla scelta di prodotti non inquinanti da un lato (71% vs 64%) e che sappiano proteggerci dall’aggressione degli agenti esterni dall’altro (67% vs 51%). Ritroviamo inoltre la grande dimensione di piacere che ci caratterizza (qui, infatti, troviamo lo scarto più grande vs la media europea, +17 punti -> “prendermi cura di me è un vero piacere” 69% vs 52%). Il desiderio di non usare troppi prodotti su pelle e capelli è comunque accordato (62%) ma è l’unico a essere più basso della media europea (68%), confermando una routine piuttosto articolata.

Altro tratto specifico delle donne italiane è la fiducia nel dermatologo e nei suoi consigli (“preferisco prodotti raccomandati dal dermatologo” 50% vs 39%). Ritroviamo qui il desiderio di apparire più giovani (“mi prendo cura di me per apparire più giovane” 49% vs 43%). E infine ci caratterizziamo anche per una maggiore ricerca di innovazione (“quando acquisto prodotti beauty, scelgo sempre le ultime innovazioni” 34% vs 20%) e per una più alta propensione per la chirurgia estetica (27% vs 21%).

Dall’analisi di tutte informazioni disponibili sulle donne italiane ed europee, abbiamo individuato 3 trend trasversali. Per le donne italiane ed europee il senso di benessere è molto incentrato sulla cura di sé, ed è sempre più vissuto come un piacere, una coccola. Da un lato aumenta quindi l’uso di prodotti che permettono di ottenere specifici risultati (idratazione, antirughe, ecc.) o di combattere problematiche della pelle, e di accessori che completano i gesti di cura viso e corpo. Il make-up invece ha visto in tutti i paesi un ritorno a un’applicazione un po’ più semplice e forse anche più divertente.

Dall’altro lato, il desiderio di sentirsi e mostrarsi belle porta a una maggiore accettazione di pratiche estetiche permanenti e non permanenti, come tatuaggi e piercing (il 49% delle donne italiane dichiara di avere tatuaggi o piercing, in netta crescita verso la precedente rilevazione del 2016; nel Regno Unito la percentuale è addirittura del 70%). Abbiamo inoltre osservato un crescente interesse verso pratiche più o meno invasive di chirurga estetica, tendenza sicuramente accentuata dal nuovo stile di vita indotto dall’emergenza sanitaria che ancora stiamo vivendo e del cosiddetto “effetto Zoom boom”.

È cresciuto l’interesse verso prodotti multi-uso e prodotti ibridi, in particolare prodotti make-up con benefici skincare (skinification), ma contemporaneamente è cresciuto anche il numero medio di prodotti usati, segno di una consumatrice più esigente e in cerca di efficacia e praticità Al tempo stesso abbiamo osservato un notevole incremento di ricerca di benefici più profondi ed esperti. In Itali, per esempio, abbiamo visto una maggiore crescita nell’uso di maschere di pulizia o trattamento, sia in tessuto che in crema, maschere per capelli, ma anche salviette deodoranti e scrub per la pulizia profonda, e texture più sensoriali, leggere e profumate.

Abbiamo riscontrato una maggior consapevolezza verso l’ambiente e la clean beauty, che si concretizza da un lato nella preferenza verso prodotti naturali, organici e rispettosi dell’ambiente, dall’altro nell’aumento di rimedi casalinghi per tutte le parti del corpo (capelli, viso, corpo) e nell’uso di prodotti più «puri», come ad esempio lo shampoo solido. Altro tema di rilievo è l’incremento trasversale ai paesi d’Europa (a parte il Regno Unito) dell’uso di prodotti di protezione solare e di doposole. A questo si affianca un generale maggiore uso di prodotti di face care, make-up, labbra e corpo che contengono SPF, a riprova dell’aumentata consapevolezza della necessità di proteggersi dalle aggressioni esterne: non solo inquinamento, ma anche calore, luce blu, ecc.; ed effettivamente, tra i nemici della bellezza più riconosciuti tra le donne europee troviamo proprio inquinamento e sole. Quindi protezione solare, anche all’interno di prodotti di cura e make-up, e protezione dall’inquinamento e dagli agenti esterni sono i nuovi must nel beauty.

Infine, ultimo elemento che emerge con forza è la rilevanza dell’expertise dermatologica: sempre più donne si recano dal dermatologo (in Italia sono il 26%), e sempre più donne, soprattutto in Italia e Spagna, preferiscono prodotti raccomandati dal dermatologo. Altro dato interessante è l’aumento di uso dei prodotti sia di care che di cleansing specifici per pelle sensibile. E infatti, trasversalmente ai paesi, si è rilevato un aumento della sensibilità di pelle di viso e corpo e del cuoio capelluto. E anche in questo ambito possiamo parlare di impatti dell’emergenza Covid, come ad esempio la pelle delle mani più secca a causa del continuo uso di gel sanificanti, o quella del viso più impura a causa dell’uso delle mascherine.

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