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**Bce: in Italia quota record debito pubblico in mano Bankitalia e istituti**

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Roma, 6 mag. -(Adnkronos) – Nell’Eurozona l’Italia vanta il record di quota maggiore di debito pubblico detenuto da ‘residenti’ con una quota del 70,2%, ma anche – con l’eccezione della minuscola Malta – il primato di economia in cui banca centrale e banche commerciali controllano la parte più elevata dei titoli di Stato in circolazione, ben il 46%. E’ quanto emerge dal Bollettino Economico della Bce che sottolinea come in realtà a partire dal varo nel 2015 di nuovi programmi di acquisto sostenuti proprio da Francoforte – “la quota di debito pubblico detenuta dalle banche centrali è aumentata e alla fine del 2020 era pari al 20,8 per cento a livello dell’area dell’euro”.

Tuttavia nel nostro paese questo dato – ovvero il debito ‘in pancia’ a Bankitalia – è del 21,6%, valore paragonabile a quello di altre grandi economie (in Germania è al 22,5%): là dove emerge una netta differenza è nella percentuale di titoli controllati dalle banche commerciali, che in Italia è del 25,4% (in Francia è al 15,1%), segno che i nostri istituti continuano a detenere forti pacchetti di debito pubblico nei loro bilanci. Aggiungendo a questa quota il 14,1% in mano ad altre istituzioni finanziarie e il 9,0% assorbito da famiglie e imprese si arriva al record del 70,2%. Peraltro del restante 29,8% in mano ‘straniera’ una quota consistente p detenuta dalla stessa Bce che viene ‘classificata come creditore non residente’.

Nel Bollettino si evidenzia come “la quota dei titoli di Stato detenuta da investitori privati, che sono sensibili al prezzo, detta anche “flottante”, rimane considerevole nell’area dell’euro, benché in diminuzione” dal momento che il calo dei tassi di Btp, Bund, Bonos etc, ha “incoraggiato gli investitori a riallocare i propri investimenti verso attività con rendimenti attesi più elevati”. Pertanto “gli investitori stranieri hanno riequilibrato i propri portafogli a favore di investimenti più appetibili”.

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