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**Bce: Confindustria, con rialzo tassi pesante aumento oneri finanziari e meno risorse per policy**

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Roma, 18 giu. (Adnkronos) – Dato lo stock di debito bancario di famiglie e imprese, un rialzo dei tassi da parte della Bce si tradurrebbe in un pesante aumento degli oneri finanziari. E’ quanto scrive il Centro Studi Confindustria nella Congiuntura flash di giugno. Inizialmente, spiega l’associazione degli industriali, questo aumento riguarderebbe solo le nuove operazioni di prestito e quelle esistenti a tasso variabile (come i mutui). A regime, cioè entro alcuni anni, riguarderebbe l’intero stock: +1,5 miliardi di interessi nel primo anno per le imprese per ogni punto di aumento del tasso. Si avrebbe anche un impatto diretto sul Pil corrente se i maggiori costi attesi spingessero le famiglie/imprese a rimandare o ridurre i consumi/investimenti programmati (a debito).

Inoltre, con un aumento dei tassi ci sarebbero meno risorse per le policy. Il rialzo dei tassi sui Btp, spiega infatti il Csc nella sua analisi, fa aumentare anche la spesa pubblica per interessi, seppur gradualmente, man mano che lo stock di titoli pubblici viene rinnovato ai tassi più elevati (7,1 anni la durata media del debito). Nel 2022, il rincaro riguarda oltre 300 miliardi di euro di titoli in scadenza. Inoltre, per evitare di far salire ulteriormente lo spread, occorrerà una politica di bilancio prudente, proprio quando sarebbero necessari maggiori interventi per contrastare il caro-energia.