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**Autonomia: Bressa, ‘da Calderoli pasticcio, passo indietro rispetto a lavoro fatto’**

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Roma, 4 gen. (Adnkronos) – L’autonomia ha radici antiche e ne sa qualcosa Gianclaudio Bressa. Ex-parlamentare Pd, è stato il sottosegretario all’epoca del governo Gentiloni che si occupò della materia con la firma di accordi preliminari con le regioni. “La bozza Calderoli è una cosa completamente diversa dalle ipotesi su cui vennero firmati quegli accordi”, dice Bressa all’Adnkronos.

A partire dall’impostazione di partenza, argomenta l’ex-parlamentare dem: “Si trattava di attribuire funzioni alle regioni in materie ben definite, ma non c’era in gioco nessun maggiore trasferimento. Un approccio culturalmente diverso: Calderoli ha messo in gioco un discorso finanziario con questioni discutibili”. Mentre nella proposta del governo Gentiloni, “si dava una dimensione organizzativa su base regionale e veniva affidata all’autonomia delle regioni la capacità di gestire in modo più efficace cose che prima venivano gestite a livello nazionale. Senza nessuna differenza, ad esempio, tra Emilia e Puglia: stavano sullo stesso piano e stava alle regioni muoversi al meglio”.

Condivide chi accusa la riforma Calderoli di spaccare il Paese? “Dico solo che questi sono argomenti delicati e fragili e se tu non hai il quadro chiaramente definito, può essere pericoloso. Il punto è muoversi sulla base delle competenze che hanno le regioni e le competenze concorrenti e valutare cosa, dal punto di vista della capacità di gestione dei servizi, sia preferibile a livello regionale piuttosto che nazionale. Si parla di organizzazione istituzionale e non di ridistribuzione finanziaria. Quello di Calderoli è un atto di presunzione. La Lega, prima con Zaia che voleva che tutte le materie andassero alle regioni – ma quella non era autonomia differenziata, ma cambiare completamente la previsione costituzionale – e ora con Calderoli, continua a fare pasticci”.

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