Atletica: mondiali indoor, attesa per la sfida Jacobs-Coleman nei 60 metri
Belgrado, 15 mar. – (Adnkronos) – Il campione olimpico contro il campione del mondo. Il primatista europeo dei 100 contro il primatista mondiale dei 60. Il re di Tokyo contro il più forte di sempre nello sprint al coperto, 6.34 sparato quattro anni fa. È Marcell Jacobs contro Christian Coleman la sfida-simbolo per il Mondiale indoor in chiave azzurra e probabilmente per l’intera rassegna. Senza dimenticare un altro statunitense temibile come Marvin Bracy. Succede tutto sabato, in una giornata da vivere col fiato sospeso, scandita da tre turni in poche ore: batterie alle 10.45, semifinale alle 18.40, finale alle 21.20.
L’azzurro delle Fiamme Oro, campione d’Europa un anno fa con il record italiano di 6.47 a cinque centesimi dal primato europeo, si presenta con il terzo tempo stagionale tra gli iscritti (6.49), proprio dopo Coleman (6.45) e Bracy (6.48). Ha inanellato nove vittorie consecutive tra batterie e finale, prima della falsa partenza che l’ha estromesso dalla finale del meeting di Belgrado, sulla stessa pista dei Mondiali, esperienza che in ogni caso gli ha permesso di iniziare a interpretare il rettilineo rialzato della Stark Arena. Che si annuncia affollata di tifosi in tribuna, a differenza di Torun e di Tokyo: oltre 18mila posti a disposizione nella caldissima “casa” del basket del Partizan.
Per Coleman, oro indoor di Birmingham 2018 e oro a Doha nel 2019, si tratta del primo evento globale al rientro dalla squalifica di diciotto mesi, causata da tre controlli antidoping saltati. Nelle sue due uscite, ha aperto con 6.49 e poi è sceso a 6.45 nella finale dei campionati americani il 27 febbraio, battendo proprio Bracy (argento iridato nel 2014) che ha eguagliato il personale. Coleman e Jacobs non si sono mai incontrati nei 60 indoor, esistono invece tre precedenti sui 100 metri, con bilancio di 3 a 0: al Golden Gala del 2018 (quarto lo statunitense, settimo il bresciano) e due volte ai Mondiali di Doha in batteria e in semifinale.
Tutto porta a pensare che la corsa per le medaglie sia ristretta a tre velocisti, anche se gli inseguitori non mancano e le altre potenziali insidie arrivano dagli atleti africani Emmanuel Matadi (Liberia, 6.52) e Arthur Cissé (Costa d’Avorio, 6.53), da Rikkoi Brathwaite (Isole Vergini Britanniche, 6.54), dai britannici Jeremiah Azu (6.56) e Adam Thomas (6.56), sulla carta anche dal qatarino Femi Ogunode che è stato bronzo nel 2014 a Sopot. Un altro azzurro al via: il ritrovato Giovanni Galbieri (Aeronautica) ha meritato la convocazione dopo i progressi della stagione indoor, culminati nel 6.60 del primato personale e il secondo posto degli Assoluti di Ancona.
Nella gara femminile l’attesa italiana è per Zaynab Dosso (Fiamme Azzurre), emblema di quanto l’effetto-Tokyo sia stato decisivo per le nuove consapevolezze di tanti atleti azzurri. Dosso che un posto in finale per diventare la prima italiana a riuscirci in 17 edizioni iridate al coperto. Otto posti a disposizione, tre turni nella giornata di venerdì: difficile ma non impossibile per la reggiana che ha cambiato dimensione grazie a un miglioramento complessivo di ben venti centesimi, fino al record italiano di 7.16 agli Assoluti indoor. Una prestazione anticipata da altri due 7.19 e seguita dal primo successo internazionale, proprio a Belgrado, nel meeting della scorsa settimana con 7.21 dopo il 7.20 della batteria. Tradotto: costanza di rendimento e mentalità tutta nuova. Ora serve un altro passo in avanti, la perfezione tecnica in uscita dai blocchi che fin qui è mancata e un crono che non sia lontano da 7.10.
È un Mondiale, e neanche a dirlo il panorama è tutt’altro che agevole (undicesimo accredito 2022 per Dosso), con i favori del pronostico che non possono non andare alla polacca Ewa Swoboda unica in grado di scendere sotto i sette secondi (6.99). Out la giamaicana Elaine Thompson-Herah, si contendono le medaglie soprattutto le statunitensi Marybeth Sant-Price e Mikiah Brisco, la svizzera Mujinga Kambundji, la jam Briana Williams. L’altra piacevole novità dello sprint azzurro è Aurora Berton (Libertas Friul Palmanova) che debutta in Nazionale assoluta direttamente dalla porta dei Mondiali, come effetto del salto di qualità esplicitato prima dal 7.29 di Lodz e poi dal 7.28 di Ancona.

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