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Astronomia: magia stelle la notte di San Lorenzo, tech Leonardo svela astri (3)

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(Adnkronos) – Moltissime poi le missioni partite anche negli anni ’90 per osservare e studiare stelle e pianeti. “In prima linea come Leonardo siamo stati, ad esempio, con la missione del telescopio infrarosso Iso che guardava le galassie e per la quale noi abbiamo realizzato una parte del piano focale. Ricordo anche l’osservatorio solare Soho, ancora in orbita dopo oltre 25 anni, di cui abbiamo fatto parte degli strumenti, o la missione Sax, una missione tutta italiana che ha scoperto i lampi di luce gamma, e in cui noi abbiamo realizzato parte della strumentazione scientifica” sottolinea ancora l’ingegnere di Leonardo.

E la storia dell’osservazione di stelle, astri e pianeti si rafforza via via negli anni più recenti. “Tra le più importanti missioni che osservano i pianeti grazie ai nostri payload elettro-ottici” Suetta ricorda, tra gli altri, il programma ExoMars di esplorazione di Marte, frutto di una cooperazione internazionale tra l’Agenzia Spaziale Europea e l’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos, un programma fortemente sostenuto anche dall’Agenzia Spaziale Italiana. In questo programma, la Divisione Elettronica di Leonardo ha contribuito per ExoMars 2016 con i sensori di assetto Aa-Str, utilizzati dal Trace Gas Orbiter per orientarsi nello spazio, che hanno guidato la sonda fino a Marte e sulla sua attuale orbita attorno al pianeta rosso, e sempre di Leonardo anche il sistema di osservazione optronico Cassis.

Non solo. Nel ‘petto’ della sonda della Nasa ‘Juno’, che sta studiando il campo magnetico di Giove, batte un cuore italiano. E’ Jiram, il Jovian InfraRed Auroral Mapper finanziato dall’Asi e realizzato da Leonardo, uno strumento operato sotto la responsabilità scientifica dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’Inaf. Osservare così da vicino Giove ha fatto scoprire che al suo Polo Nord infuriano ben nove tempeste e sei imperversano al Polo Sud. Suetta ripercorre anche la caccia della sonda Rosetta che nel 2014 ha finalmente ‘trovato’ la sua cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. E come non ricordare “la ricerca spinta agli esopianeti”, quelli simili alla Terra. “Diciamo che saremo in ottima compagnia la notte di San Lorenzo, con noi ci saranno decine e decine di scienziati e tecnologi ad osservare il cielo. E le stelle che vedremo ‘cadere’ il 10 agosto sono quelle della nostra galassia anche a cento anni luce da noi: distanze inimmaginabili” scandisce l’ingegnere. (di Andreana d’Aquino)

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