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Assicurazioni: Uilca, settore resiste con pandemia, in 20 anni cambiate esigenze

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Milano, 5 ago. (Adnkronos) – Il settore assicurativo italiano “resiste”. Nel 2020, nonostante la pandemia, ha registrato 8,6 miliardi di utile, in linea con il 2019 in cui l’apporto del Ramo Danni (+1,2 mld euro) ha supplito alla contrazione del Ramo Vita (-1,2 mld euro). La pandemia, spiega l’ufficio studi della Uilca, ha influito nella gestione delle compagnie assicurative e i periodi di lockdown hanno, in parte, favorito la riduzione dei sinistri, soprattutto nel settore auto, ma anche contratto l’economia a causa di frontiere chiuse e scambi commerciali bloccati. Nonostante gli scenari economici negativi, la redditività del settore assicurativo italiano nel 2020 è del 13,5%, mentre dal 2015 al 2020 la media è stata del 10,6%, di molto superiore a quella di altri settori, con un utile complessivo nei cinque anni, di 38,7 mld di euro.

“Il rapporto della popolazione con il mondo delle assicurazioni è molto cambiato negli ultimi vent’anni”, osserva Roberto Telatin, responsabile del Centro studi Uilca Orietta Guerra. “Sia i cambiamenti sociali, con l’arrivo massiccio della tecnologia, sia le nuove esigenze, legate a bisogni che anche lo Stato fatica a soddisfare, hanno ridisegnato il portafoglio assicurativo”. Il cambiamento climatico, ad esempio, che comporta fenomeni meteorologici nuovi per l’Italia, e la riduzione dell’assistenza familiare e del reddito, sono alcune delle ragioni che hanno spinto gli italiani a cercare di ridurre il rischio nei confronti della propria vita e delle proprie cose assicurandole. Per quanto riguarda il Ramo Vita si nota, nell’ultimo ventennio, un incremento del 155% della raccolta premi: qui soprattutto le polizze Long Terme Care nel ramo IV (malattia) hanno avuto un incremento percentuale notevole, come pure gli investimenti nei fondi pensione, a dimostrazione di come la popolazione inizi a preoccuparsi della vecchiaia, conscia che se non cambierà il Welfare statale per avere una terza età dignitosa sarà necessario contare soprattutto sui propri risparmi.

“Anche per questo diventa essenziale creare le condizioni affinchè i salari possano aumentare, altrimenti difficilmente il risparmio previdenziale riuscirà a integrare la pensione sociale a sufficienza per garantire ai futuri pensionati di scongiurare il rischio di non superare la soglia di povertà”, commenta Fulvio Furlan, segretario generale Uilca. “Dovremmo anche riflettere sul ruolo della sanità pubblica e privata, che non hanno lo stesso peso ed efficienza in tutto il Paese: queste differenze non possono essere superate delegando alle polizze sanitarie private il ruolo di supplenti. Serve una coerente programmazione pubblica, con investimenti e interventi conseguenti per implementare le Strutture Sanitarie e il personale”.

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