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Arte: addio a Jean-Michel Sanejouand, artista tra l’assurdo e la provocazione

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Parigi, 23 mar. – (Adnkronos) – L’artista francese Jean-Michel Sanejouand, che aveva posto le sue prime creazioni sotto il segno di Marcel Duchamp e il ready-made caratterizzando in seguito le sue opere per assurdità, giocosità o provocazione, è morto nella sua casa di Vaulandry (Maine-et-Loire) all’età di 86 anni. L’annuncio della scomparsa è stato pubblicato a funerali avvenuti dal quotidiano parigino “Le Monde”.

Nato a Lione il 18 luglio 1934, Sanejouand aveva studiato all’Istituto di studi politici della sua città per poi approdare all’arte. Il pittore e scultore nel 1963 esordì con una fruttiera bianca piena di ciottoli, opera che aprì la sua serie di ‘Charges-Objets’. La serie di oggetti dipinti fu sviluppata fino al 1967: si trattava in genere di oggetti deviati dai loro tradizionali usi, come tessuti monocromatici o a righe stesi su telai come tele astratte. In quello stesso anno erige strutture tubolari nel cortile dell’Ecole Polytechnique di Parigi e nell’aprile del 1968 allinea 100 cubi di plastica trasparente, ciascuno dei quali riempito con 20 litri d’acqua, nella galleria parigina di Yvon Lambert.

Dal 1968 al 1974 Sanejouand fu impegnato in opere che rimandavano al concetto di utopia con il gusto della provocazione, affrontando temi come l’inquinamento da traffico, l’ipertrofia degli insediamenti industriali, la necessità di sviluppare “aree gioco” nelle città e di preservare il paesaggio agricolo. Tra le proposte che non si realizzarono, nel 1970 Sanejouand suggerì di interrompere i lavori alla stazione parigina di Montparnasse e di sostituirla con un’opera di Land Art con erba, specchi e file di abeti. Ancora più provocatorio, nel 1972 propose di gettare da un elicottero blocchi di ghiaccio nel cratere del vulcano napoletano del Vesuvio.

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