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Arera, nel 2019 restituiti ai consumatori 112 mln per interruzioni elettricità

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Roma, 20 nov. (Adnkronos) – Per le interruzioni nella fornitura di energia elettrica di responsabilità dei distributori nel 2019 sono oltre 112 i milioni di euro (contro i 45 del 2018) che verranno restituiti dagli operatori ai consumatori come penalità per i disservizi e che andranno a riduzione delle tariffe di distribuzione complessive. Lo rende noto Arera in un comunicato. Il bilancio 2019 della regolazione premi/penalità della durata e del numero delle interruzioni senza preavviso, lunghe e brevi fotografa quindi un peggioramento del quadro, rispetto ai miglioramenti costanti avvenuti dal 2000 al 2016.

Alle 27 imprese distributrici soggette alla regolazione (quelle con almeno 15 mila utenti connessi in bassa tensione)- segnala l’Autorità – sono state applicate penalità nette (differenza tra premi e penalità) pari a 112,2 milioni di euro di cui 31 milioni per la regolazione della durata delle interruzioni senza preavviso “lunghe” (durata >3 minuti) e 81,2 milioni per la regolazione del numero di interruzioni senza preavviso “lunghe e “brevi” (durata compresa tra 1 secondo e 3 minuti).

A livello societario, le maggiori penalità nette sono dovute da E-Distribuzione con 108,2 milioni di euro complessivi nel bilancio premi/penalità, Areti con 5,4 milioni di euro e Unareti con 3,4 milioni. I maggiori premi netti a: Set Distribuzione con 1,7 milioni di euro, Edyna con 1,15, Inrete Distribuzione Energia e Deval entrambe con 570 mila euro circa. Continuano ad essere rilevanti, anche se in calo rispetto agli anni precedenti, le interruzioni dovute al fenomeno dei furti di rame negli impianti di distribuzione, in special modo nel meridione, con picchi nel 2019 in Sicilia e Basilicata.

Nel dettaglio, considerando anche che il 2019 è stato un anno meno severo rispetto al biennio precedente a livello meteorologico, la durata complessiva delle interruzioni annuali per utente in bassa tensione è scesa a 86 minuti (dai 91 del 2018), di questi, 39 minuti sono legati a cause non di responsabilità dei distributori (in prevalenza cause di forza maggiore a seguito di eventi eccezionali), mentre i restanti 47 minuti, la parte soggetta alla regolazione premi/penalità, sono quelli direttamente imputabili alla responsabilità del distributore, ancora in peggioramento rispetto agli anni precedenti (45 minuti nel 2018), con performance peggiori al Sud (69 minuti contro i 32 minuti del Nord e 45 minuti del Centro Italia). Trend negativo anche per il numero complessivo delle interruzioni senza preavviso lunghe.

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