Archeologia: nella ‘Pompei d’Oriente’ scoperte centinaia di tavolette d’argilla
Lecce, 24 feb. – (Adnkronos) – Nuovi scavi e ricerche italo-iraniane presso la ‘Pompei d’Oriente’ confermano che Shahr-i Sokhta 6mila anni fa era un’eldorado, un punto di incontro di diverse società: il sito che sorge nella provincia dell’Iran orientale Sistan-va-Baluchistan, iscritto nella lista World Heritage dell’Unesco, dal 21016 è oggetto di interventi di studio da parte di una missione internazionale a cui partecipa il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento.
I più recenti studi hanno raccolto dati che cambiano la cronologia del centro di Shahr-i Sokhta, restituendogli una nuova sequenza stratigrafica e cronologica che alza la vita dell’abitato di circa 3/4 secoli. E le recenti straordinarie scoperte di centinaia di proto-tavolette in argilla (ora da decifrare), usate per la registrazione contabile all’interno di singoli edifici, vanno considerate forme di contabilità amministrativa di matrice famigliare, destinate al calcolo e alla gestione del surplus economico prodotto.
Le nuove scoperte sono state illustrate oggi a Lecce alla presenza del rettore UniSalento, Fabio Pollice, dell’ambasciatore italiano nella Repubblica Islamica dell’Iran, Giuseppe Perrone, dell’Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia, Hamid Bayat, del direttore dell’Iranian Cultural Institute Taghi Amini, del direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici “Dinu Adamesteanu” dell’Università del Salento Gianluca Tagliamonte, e del direttore del Dipartimento di Beni culturali UniSalento, Raffaele Casciaro.

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