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**Archeologia: antico Egitto, scoperta la perduta ‘città dell’oro’ del faraone Amenofi** (3)

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(Adnkronos) – La città era composta da tre palazzi reali oltre che dal centro amministrativo e manifatturiero dell’impero. Ma gli archeologi hanno portato alla luce anche una “zona di preparazione del cibo” con un “panificio”, un “distretto amministrativo” e un “laboratorio” per la fabbricazione dei mattoni. Sono state scoperte anche sepolture di “mucche o tori” e resti umani in posizioni “insolite”.

Particolarmente imponente nella parte meridionale della città è risultata proprio “la zona di cottura e di preparazione dei cibi, completa di forni e di deposito di stoviglie. Dalle sue dimensioni possiamo affermare che la cucina preparava il cibo per un numero elevatissimo di operai e impiegati”, ha sottolineati Hawass.

Continuano, intanto, gli scavi nel quartiere amministrativo e residenziale, un’area recintata da un muro a zig-zag, con un solo punto di accesso che conduceva a corridoi interni e alle abitazioni. L’unico ingresso ha fatto pensare agli archeologi che fosse una sorta di misura di sicurezza, con la possibilità di controllare l’entrata e l’uscita. I muri a zigzag sono rari elementi nell’architettura dell’antico Egitto, utilizzati principalmente verso la fine della XVIII dinastia. E’ stata individuata anche l’area di produzione dei mattoni di fango utilizzati per la costruzione di templi e annessi. I mattoni hanno sigilli recanti il ​​cartiglio del re Amenhotep III (Neb Maat Ra). Trovato anche un gran numero di stampi da colata per la produzione di amuleti e delicati elementi decorativi. “Questa è un’ulteriore prova della vasta attività nella città per la produzione di decorazioni sia per i templi che per le tombe”, ha aggiunto Hawass.

(di Paolo Martini)

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