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Appalti: Boschetti, (Recovery lab), ‘non si può sospendere il codice, sfruttiamo il recovery plan’ (2)

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(Adnkronos) – E per quanto riguarda invece la parte relativa all’accreditamento delle stazioni appaltanti, che avrebbe portato a un processo di significativa semplificazione sul fronte dei committenti pubblici che in Italia sono decine di migliaia, “resistenze sono venute anche da parte degli enti locali, sul presupposto che avrebbero perso da questa trasformazione, vero motore per riformare l’amministrazione partendo dagli appalti”.

Secondo Boschetti curare il codice richiede ”tempo che il recovery plan non ci consente. Se rimettiamo mano al codice semplificando il suo testo, la sua struttura, rendendo veramente più snello il tutto, dobbiamo prenderci il tempo che serve e credo che questo sia un obiettivo di riforma di buona amministrazione da inserire dentro il recovery plan”. Nell’immediato ”possiamo pensare di sfruttare il recovery non per una nuova norma eccezionale, ma per quella che io chiamerei una regola modello, di carattere sperimentale: cerchiamo di costruire, attraverso e se vogliamo anche al fine del recovery, delle norme sull’affidamento dei contratti che sono necessari a realizzare quanto c’è dentro il recovery, che servano per sperimentare un modello di buona amministrazione che possa diventare ordinario”. Ma lasciamo stare ”l’ennesimo modello commissariale o emergenziale altrimenti non ne usciamo. Peraltro nel decreto semplificazioni ci sono norme inutili che riproducono norme del codice dei contratti pubblici, vuol dire che la norma che sospende il codice lo riproduce al suo interno. Con questo tipo di semplificazione non si può andare molto distanti. Spero che il governo abbia orizzonti più ampi”.

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