**Animali: boom per il cibo vegano, in Europa superati 4 mln dollari fatturato, ma è polemica**
Milano, 11 mar. (Adnkronos) – E’ boom sugli scaffali dei supermercati per il pet food vegan. Sono sempre di più i padroni di animali che scelgono una dieta vegetale per il proprio cane e le aziende che decidono di buttarsi in questo business, ma è polemica sui reali benefici e vantaggi di questa alimentazione.
Sono i numeri a mostrare un trend in costante crescita, come segnala all’Adnkronos il marchio di garanzia etica VeganOk che certifica ad esempio Forza 10 dell’azienda Sany Pet. L’azienda Marpet con il marchio V.e.g. registra un incremento delle vendite del 13% nel 2021, passando da un fatturato di 154mila euro a 175mila. Ma non solo. Una ricerca della piattaforma Business Market Insights prevede un’ulteriore crescita di vendita di alimenti vegani per animali domestici in Europa: entro il 2028 dovrebbe raggiungere i 6.851, 32 milioni superando i 4.153,55 milioni di dollari registrati nel 2021.
Ma è polemica su questo mercato in crescita tra vegani e animalisti. Sauro Martella, vicepresidente dell’Associazione Vegani Italiani e fondatore del marchio di garanzia etica VeganOk, sostiene di nutrire i suoi animali con un’alimentazione vegana da sempre e trovarsi bene. “I cani non sono carnivori -spiega all’Adnkronos- quindi il problema non si pone. Io ai miei animali ho sempre dato crocchette vegane, bilanciate anche con qualche cibo umido, e ho sempre avuto animali in perfetta salute. Il veterinario mi fa i complimenti. Diverso è per il gatto”. Il gatto, secondo Martella, può nutrirsi con un’alimentazione vegana ma, essendo un felino, carnivoro, è più difficile. “Esistono crocchette per gatti con taurina, elemento mancante nell’alimentazione vegetale. Quindi l’alimentazione vegana è possibile anche per i gatti, ma non sempre attuabile, perché potrebbero rifiutarla”.
Alimentazione vegana bocciata dal presidente dell’associazione Animalisti Italiani Walter Caporale che dice di aver provato il cibo vegano con i suoi animali domestici e aver avuto un riscontro negativo. “Io – racconta Caporale- sono stato il primo a lavorare in Europa con la più grande associazione che prevedeva, negli Usa, cibo vegano per cani e gatti, ma la loro posizione e scelta non mi ha mai convinto. Vedevo questi animali sempre tristi, depressi, che drizzavano la coda appena sentivano odore di carne. Non posso far diventare tristi gli esseri viventi per i miei ideali. Basta fare un mix, ridurre il consumo di carne, senza esagerare. Far diventare il proprio gatto vegano è una cosa indecente. Lasciatelo stare quel gatto, non fate gli animalisti perfetti e puri”.
Diverso è per il gatto, elemento della discordia sul cibo vegano per animali.”Gli alimenti vegani -spiega Franco Libero Manco, presidente dell’Associazione Vegan Animalisti- possono andar bene per il cane, ma non per il gatto. Sono d’accordo nel darli ai propri animali se possono servire a salvare la vita di altri animali, anche se la nostra associazione consiglia di rimediare la carne che resta dai piatti delle persone che la mangiano, per poi darla agli animali”. La carne sintetica, secondo Manco, è contro natura, ma se serve a salvare la vita di alcuni animali, ben venga. “La dieta vegan -conclude- va benissimo per gli esseri umani, ma non per alcuni animali, come i gatti. Perché dovrebbe essere bilanciata con degli integratori sintetici”.
Secondo Marco Melosi, presidente Associazione nazionale medici veterinari, ci possono essere delle indicazioni per somministrare cibo vegan, utile per particolari patologie, ma per un periodo limitato di tempo. “Sappiamo -spiega il veterinario- che un’alimentazione esclusivamente vegana non va bene, perché mancano una serie di principi attivi e aminoacidi che sono essenziali per la vita del cane”. La dieta vegana, secondo Melosi, deve essere necessariamente bilanciata con degli integratori. Quanto all’etica che si nasconde dietro questa scelta dice “Per quale ragione imporre scelte personali al proprio animale, incapace di decidere?”. Secondo Melosi è necessario rispettare le caratteristiche etologiche degli animali per salvaguardarne il benessere e queste comprendono anche le esigenze alimentari. “Come veterinario -conclude- non sono completamente contro questo tipo di alimentazione perché in alcune situazioni e per un periodo limitato ci possono essere indicazioni di questo tipo, ma non deve essere una prassi, perchè può portare anche alla malattia o alla morte dell’animale, laddove non indicato”.

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