Ambiente: Orlando (Pd), ‘interrogazione su caso attivista autore blitz alla Scala’o
Roma, 10 gen (Adnkronos) – Il deputato Pd ed ex ministro della Giustizia Andrea Orlando ha presentato una interrogazione al Ministro dell’Interno Piantedosi per sapere se “nell’ambito delle sue prerogative e nel rispetto dell’azione autonoma della magistratura, non ritenga di dover verificare la congruità delle misure che vengono predisposte in risposta, in particolare, alla protesta giovanile, al fine di evitare politiche che siano, in modo sterile laddove non controproducente rispetto al fine, solo repressive e criminalizzanti”.
L’esponente del Pd fa riferimento alla vicenda di Simone Ficicchia, giovane attivista del movimento ambientalista Ultima generazione, autore del blitz alla Scala, per il quale il tribunale di Milano esaminerà nella giornata di oggi la richiesta proveniente dalla Questura di Pavia nei confronti del ventenne, che viene indicato come “soggetto socialmente pericoloso”, di applicazione delle misure di prevenzione personali di cui al Decreto legislativo n. 159 del 2011, “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”.
Il giovane attivista, che risulta incensurato, è uno degli autori di alcune delle azioni che, secondo le loro intenzioni, hanno come finalità quella di ricordare, con proteste eclatanti e di forte impatto, che il pianeta è sconvolto da una crisi climatica e ambientale potenzialmente esiziale, e che le disuguaglianze e le discriminazioni che ne conseguono concorrono ad un disastro e ad un pericolo che incombe, ovviamente, in particolare sulle nuove generazioni, spiega l’Ufficio stampa di Orlando.
(Adnkronos) – “Le misure chieste per Simone Ficicchia, che possono essere applicate solo dall’autorità giudiziaria, su proposta del questore, del procuratore nazionale antimafia, del procuratore della Repubblica del distretto di corte d’appello e del direttore della Direzione investigativa antimafia – ricorda Orlando nella sua interrogazine – sono state introdotte per il contrasto a gravissimi reati, riconducibili ad esempio alla criminalità organizzata o al terrorismo internazionale”.
“Ficicchia difende, insieme agli altri attivisti, il carattere non violento delle proprie azioni, ammettendo che i metodi siano discutibili, ma non certo meritevoli di un tale livello di repressione. Il rischio che si configura, mettendo a sistema le varie iniziative repressive messe in campo dal Governo e l’atteggiamento nei confronti delle proteste – aggiunge Orlando – è che si verifichi una sproporzione tra offesa effettiva e sanzione che, oltre ad inficiare la reale “ratio” che sottende alle misure applicate, in realtà contrasti con gli stessi principi costituzionali di cui agli articoli 17 e 21 della Costituzione, e presenti implicazioni preoccupanti per la salute della democrazia e per la protezione dei diritti umani”.
