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Altroconsumo: “I.A. grande potenziale, conosciuto bene solo da 1 italiano su 10”

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Roma, 7 set. (Adnkronos) – I sistemi di intelligenza artificiale fanno già parte della nostra vita ma non molti ne sono a conoscenza. Dall’indagine realizzata da Altroconsumo pubblicata su Inchieste di ottobre e altre 9 organizzazioni del Beuc (Bureau Européen des Unions des Consommateurs), emerge che solo l’11% della popolazione è ben informato mentre il 17% non ha mai sentito nominare l’argomento. Il 73% degli individui ha avuto a che fare con contenuti consigliati sui social, il 71% con motori di ricerca di immagini, il 70% con assistenti vocali.

L’informazione in questo ambito è un tema di cruciale importanza, soprattutto per la comprensione di questi sistemi. Se si tiene conto del fatto che il 46% degli italiani non è mai stato informato riguardo agli algoritmi su cui si basano le decisioni e il 30% non è stato informato del proprio diritto di rifiutare decisioni automatiche, si riconosce quanto la situazione sia grave. La mancanza di informazioni genera una percezione del valore e una fiducia verso i sistemi I.A. quasi inesistente. Sia che si parli di social che di siti per lo shopping, infatti, nella maggior parte dei casi il valore aggiunto dei sistemi è riconosciuto solo dal 20% degli intervistati.

L’Organizzazione di consumatori ha intervistato un campione di 1.774 soggetti per andare a indagare il grado di conoscenza in materia degli italiani e le opinioni su queste nuove tecnologie.

Per ricevere servizi sempre migliori, l’I.A. deve raccogliere più dati possibili dagli user. Viene a crearsi così una forte tensione sui temi della privacy e della trasparenza. Secondo il 58% degli intervistati non c’è chiarezza sulla responsabilità in caso di danni e per il 49% la legislazione vigente non è adeguata. Altro problema è la percezione di libertà di scelta e di autodeterminazione dell’individuo. Ben il 57% degli intervistati, infatti, crede che le aziende usino l’I.A. per manipolarci. Inoltre, per il 45% dei soggetti sussiste il problema della discriminazione, legato alla categorizzazione degli utenti in base alle loro scelte e caratteristiche.

Il rischio consiste nella possibilità di incorrere in classificazioni sbagliate ma anche in ingiuste limitazioni all’accesso ad alcuni servizi, a causa dell’impostazione dell’algoritmo.

L’intelligenza artificiale ha delle potenzialità in grado di rivoluzionare totalmente la nostra realtà. Quasi tutti gli intervistati (93%) considerano molto utile almeno una delle sue applicazioni più avanzate. Per il 70% dei soggetti sarà utile per prevenire gli incidenti stradali, per il 66% per prevedere i problemi di salute e per il 65% per prevenire la criminalità. Il destino di questi sistemi è quello di svilupparsi sempre di più e questo è ben chiaro agli italiani. Infatti, il 45% del campione sostiene che aiuterà a rendere il mondo più sostenibile, per il 41% ad aumentare l’aspettativa di vita mentre per il 27% sarà utile per favorire pari opportunità agli individui.

Al fine di garantire un utilizzo sicuro di questi sistemi, risulta cruciale rassicurare le persone su alcuni aspetti e dare vita a un assetto legale solido che tuteli i consumatori conquistandone la fiducia. La base per una buona crescita è quindi la conoscenza. Secondo l’82% dei consumatori dovremmo essere ben informati su questo tema e le sue conseguenze, per il 79% dovremmo essere messi al corrente quando abbiamo a che fare con sistemi decisionali autonomi e per il 72% è importante che si abbia il diritto di rifiutare un processo decisionale automatico. Allo stesso tempo è fondamentale che le aziende e gli sviluppatori diano vita a dei sistemi I.A. in grado di offrire alle persone un reale valore aggiunto, attraverso un’approfondita conoscenza del consumatore e un dialogo costruttivo.

I problemi legati all’intelligenza artificiale, commenta Ivo Tarantino, Responsabile relazioni esterne Altroconsumo, “sono ancora molti. Sebbene, come risulta dalla ricerca, se ne riconosca il valore, ci sono ancora troppe lacune da colmare sia dal punto di vista informativo che regolamentare”.

Per questo, aggiunge, “Altroconsumo rinnova il suo supporto ai consumatori richiedendo una maggiore regolamentazione di questi sistemi e più chiarezza. Il primo passo è fornire alle persone le nozioni necessarie per poter prendere parte attiva a questi sistemi e migliorare le tecnologie fino a garantire ai consumatori delle prestazioni sia efficaci che giuste nei loro confronti. Istituzioni e aziende hanno quindi il compito di agire in maniera sinergica per una regolamentazione adeguata e per diffondere l’informazione fra i consumatori così da contribuire al reale sviluppo di questi sistemi”.

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