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Alla Milano Digital Week ambiente, moda e comunità per un futuro sostenibile

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Roma, 17 mar. (Adnkronos) – Impresa, comunità, moda, arte. E digitale. Alla Milano Digital Week vanno in scena i confronti del format Generazioni, promosso da Axa Italia: dialoghi tra personalità di diverse generazioni appunto per cercare soluzioni sostenibili per un futuro più ricco e inclusivo.

Ecco alcuni dei temi affrontati. Ambiente e innovazione sostenibile sono al centro della conversazione tra Maria Cristina Papetti, Head of Global Sustainability Infrastructures and Networks, Enel Group, e Roberta Bonacossa, cofondatrice e presidente di Change for Planet.

“Sostenibilità per me implica qualcosa di lungo periodo, capire in che mondo viviamo oggi e come possiamo migliorarlo per noi e per le future generazioni – dice Papetti – Lavoro per un’azienda che è un’utility del settore dell’energia e capire con largo anticipo come funziona il nostro business, come possiamo contribuire alla decarbonizzazione tenendo conto di tutti gli stakeholder incluse le comunità, la società civile, è fondamentale per imprimere questo cambiamento. Quindi la sostenibilità non è una corporate responsibility ma è molto di più: è cambiare il proprio modello di business, intervenire nella strategia di una impresa ed ascoltare tutti gli attori che possono intervenire in questo processo”.

“Per me – prosegue Bonacossa – la sostenibilità è un problema complesso, io mi occupo di ambiente con l’associazione ma non penso che la sostenibilità sia solo un concetto ambientale, comprende una parte sociale, culturale, economica, credo che quello che manchi oggi è proprio questa visione d’insieme. Non possiamo pensare ad una sostenibilità settoriale, solo in ambito aziendale, nell’architettura, nell’educazione ma tutti questi settori devono unirsi in un concetto di sostenibilità più ampio. Credo sia un concetto di comunità: bisogna creare una comunità sostenibile e che lavori insieme”.

Proprio i temi della relazione e della comunità sono al centro del confronto tra Riccardo Camarda, fondatore di Capitale Umano Italiano, e Don Gino Rigoldi, presidente Fondazione Don Gino Rigoldi. Per Camarda, “comunità e community sono una relazione perfetta, la cosa più difficile non è costruire una comunità o una community on line ma mantenerla. Mantenere accesa quella relazione tra i componenti è difficilissimo, credo che la community sia come una famiglia, i membri sono persone non numeri e quindi ci deve essere una leadership molto forte da parte di chi coordina che si preoccupa delle persone mettendole prima di qualsiasi altra cosa. Credo che la cosa più difficile sia la leadership”.

“La comunità è un luogo di relazione – sottolinea Don Gino Rigoldi – dove ci si riconosce e ci si dà un valore, una parte magari in un progetto comune”.

Benessere e Salute nell’intervento del Ceo di Axa Italia, Patrick Cohen. “Axa è un’azienda mondiale e giovane, abbiamo solo 40 anni. Abbiamo uno spirito imprenditoriale e moderno, un orientamento forte all’innovazione da sempre, per noi la trasformazione digitale fa parte del nostro Dna. Soprattutto consideriamo che il digitale sia una fonte di grande miglioramento dell’esperienza cliente, in particolare in alcuni settori come quello della salute”, dice Cohen.

“Con questa crisi abbiamo vissuto un’accelerazione. Noi eravamo pronti, abbiamo fatto investimenti in infrastrutture e nuove competenze. Questo ci ha consentito di dare un’ulteriore accelerata in particolare sul fronte salute ad esempio con la telemedicina. Poche settimane fa abbiamo lanciato una piattaforma salute digitale che consente di avere gratuitamente una diagnosi dei propri sintomi grazie all’intelligenza artificiale. Il digitale è un nostro grande alleato su tematiche cruciali della società a cominciare da quelle della salute”, aggiunge.

Moda, stile e digitale al centro del confronto tra Carlotta Orlando, 22 anni, founder del brand Giglio Tigrato e James Ferragamo (Ferragamo Spa). “Io credo che lo stile sia unicità, ciò che ci contraddistingue. Quello che cerco di fare con il mio brand e cercare questa unicità. Credo che ognuno sia unico e lo stile è quel tratto che emerge nel modo in cui ci si veste”, premette la 22enne.

Per Ferragamo lo stile è “creare un prodotto univoco. Credo che ogni designer e ogni brand nasce con un punto di vista, l’importante è che il punto di vista rimanga originale, c’è posto per tutti nel mondo della moda. L’importante è raccontare una storia che può avere un following con un cliente che apprezza e può inseguire quell’input stilistico”.

Digitale e moda. “Il digitale è un mezzo che la moda deve sfruttare e che sta facilitando anche in tempo di Covid le dinamiche, come le sfilate che non si possono fare, il momento delle vendite, ecc… tuttavia manca quel dialogo diretto tra consumatore, produttore e capo finale. Il digitale è un buon mezzo che non può sostituire il rapporto interpersonale, va sfruttato senza dimenticare che c’è dell’altro”, sottolinea Orlando.

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