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Ali Larijani, chi era il consigliere iraniano chiave “eliminato” da israele

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(Adnkronos) –
Morto Ali Larijani, capo del Consiglio supremo di sicurezza dell'Iran. La sua uccisione, avvenuta in un raid israeliano condotto la notte scorsa, rappresenta un duro colpo per le capacità del regime, dal momento che ricopriva un ruolo centrale nel coordinare la difesa, gli apparati di intelligence e i vertici politici durante la guerra. Secondo gli analisti era lui a coordinare gli attacchi contro Israele e gli stati arabi del Golfo ed ora l’Iran potrebbe affrontare maggiori difficoltà di coordinamento e unità interna.  All’età di 67 anni, Larijani vantava una lunga carriera all’interno dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC. Negli ultimi mesi è diventatra una delle figure più influenti della Repubblica Islamica. Un funzionario militare israeliano ha dichiarato durante una conferenza stampa che Larijani era il "leader de facto dell'Iran" dopo l'uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei e colui che "dirigeva gli ordini" nel regime. Larijani ha saputo muoversi con abilità nella politica dell’Iran: è stato comandante dei Guardiani durante la guerra con l'Iraq negli anni ’80, per poi passare a incarichi politici di alto profilo. Nel corso della sua carriera ha guidato l’emittente statale iraniana, è stato il principale negoziatore nucleare del paese e ha ricoperto la carica di presidente del parlamento per dodici anni, fino al 2020. Dopo la nomina a consigliere di Khamenei nel 2004, ha progressivamente acquisito maggiore influenza sulle questioni di sicurezza. Dopo il conflitto dell’anno scorso con Israele, Larijani era tornato in primo piano assumendo la guida del Consiglio di Sicurezza Nazionale, incarico che molti analisti considerano quello del decisore più potente in Iran. Appartenente a una delle famiglie clericali più influenti della Repubblica Islamica, Larijani era fratello di Sadegh Larijani, ayatollah ed ex capo della magistratura iraniana. Oltre alla carriera politica, Larijani era un accademico affermato: si era formato in matematica e informatica alla Sharif University of Technology, aveva conseguito un dottorato in filosofia all’Università di Teheran e aveva pubblicato saggi sul pensiero del filosofo tedesco Immanuel Kant. Secondo gli esperti, pur essendo considerato più un pragmatico che un ideologo intransigente, Larijani era fermamente dedito alla sopravvivenza del nezam, il sistema di governo della Repubblica Islamica. Fin dall’inizio dell’attuale conflitto, è stato spesso protagonista nei confronti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e ha avuto un ruolo importante nell’elaborazione della strategia di guerra iraniana. “A differenza degli Stati Uniti, l’Iran si è preparato per una guerra lunga”, aveva scritto su X poco dopo lo scoppio delle ostilità.  Nonostante fosse uno degli obiettivi principali per i servizi israeliani, aveva partecipato solo la scorsa settimana a una manifestazione pubblica a Teheran in cui ha pronunciato slogan contro Stati Uniti e Israele, sfidando apertamente gli avversari. Ali Larijani è stato ucciso mentre si nascondeva in un rifugio insieme al figlio, riferisce la tv israeliana Channel 12, secondo cui il raid israeliano contro il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano era stato inizialmente pianificato per la notte tra domenica e lunedì, ma è stato rimandato all'ultimo minuto. E ieri pomeriggio è arrivata l'informazione che Larijani si sarebbe recato nella notte in uno dei suoi appartamenti che usava come rifugio. Da qui l'ordine di attaccare. Subito dopo la conferma da parte israeliana della sua morte, sull'account Telegram di Ali Larijani è stato pubblicato un messaggio per ricordare i marinai uccisi in un attacco contro la fregata 'Dena'. "Il martirio dei valorosi marinai della Marina della Repubblica Islamica dell'Iran fa parte dei sacrifici di questa coraggiosa nazione, che si sono manifestati in questa era di lotta contro gli oppressori internazionali. Il loro ricordo rimarrà per sempre nei cuori della nazione iraniana, e questi martiri rafforzeranno le fondamenta dell'Esercito della Repubblica Islamica per gli anni a venire all'interno delle forze armate", si legge.  
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