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Aiget, ritardo mercato libero non va a favore consumatori e fa rischiare infrazione Ue

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Roma, 11 mag. (Adnkronos) – “Il ritardo nel processo di completo superamento dei prezzi regolati rispetto alla tabella di marcia delineata dalla Legge Concorrenza impedisce lo sviluppo di un mercato solido e realmente competitivo, nel primario interesse del consumatore finale”. Ad affermarlo in una nota è Massimo Bello, il presidente di Aiget (Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader) in audizione alla Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati.

“Dal dibattito politico emergono ancora preoccupanti richieste di posticipo di tale processo – ha proseguito Bello – e l’Italia rischia una procedura di infrazione per il mancato rispetto della Direttiva Ue 2019/944, che non consente proroghe oltre il 31 dicembre 2020 sul sistema dei prezzi regolati per le piccole imprese. Rimane la possibilità di prevedere una fase transitoria di breve e provvisorio mantenimento del servizio di maggior tutela, oltre termine previsto, in favore di microimprese e clienti domestici, ma solo in quanto aperto a tutte le imprese energetiche. La Legge Concorrenza fa eco alla Direttiva e ribadisce che il percorso di superamento dei prezzi regolati dovrà essere disegnato in maniera da promuovere una concorrenza effettiva, e accompagnato da un’efficace comunicazione istituzionale”.

Bello ha ricordato che “già il Rapporto di Monitoraggio 2018 di Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, aveva denunciato il ritardo nel processo di liberalizzazione del settore e la forte concentrazione, soprattutto nell’ambito del segmento Bt microimprese e domestico, con una quota di mercato del primo operatore sul totale dell’energia servita sul mercato libero e tutelato all’incirca pari al 69,8%. Questo quadro non favorisce, nell’ambito di un processo volto al superamento dei prezzi regolati, dinamiche di mercato in grado di portare ad un livello di prezzi più vantaggioso per il consumatore finale”.

In tal senso, aggiunge, “è auspicabile che i livelli di concentrazione siano più equilibrati rispetto a quelli attuali, per arrivare con le carte in regola al primo gennaio 2023, data di avvio del mercato libero per il segmento microimprese e domestico. Eliminare i vantaggi competitivi propri dell’impresa dominante e adeguati meccanismi correttivi sulle dinamiche dei prezzi sono tra le misure suggerite da Aiget”.

L’Autorità Antitrust è intervenuta sull’argomento più volte, osserva infine Bello. “Oltre a ribadire apprezzamento per i contenuti generali del Decreto Mise, ha aggiunto la necessità di precisarne meglio le campagne informative, nonché l’opportunità che lo strumento delle tutele graduali sia temporaneo e assicuri una effettiva transizione al mercato, garantendo al contempo la concorrenza e la pluralità di offerte. L’Autorità ha voluto soprattutto scongiurare che il servizio rafforzi atteggiamenti di inerzia e resistenza alla ricerca attiva della migliore offerta da parte del cliente. Ha chiesto quindi di attivare alla scadenza del periodo triennale un’informativa specifica sulle migliori offerte presenti sul mercato. In riferimento alle aste, l’Antitrust aveva già sottolineato la necessità di evitare un’eccessiva omogeneità su base territoriale dei lotti e aveva chiesto che il tetto venisse posto al massimo al 35% dei lotti messi a gara. Esattamente come da noi più volte auspicato”.

“Ulteriori tasselli, non rinviabili, per garantire l’efficiente conclusione dei processi di liberalizzazione sono l’Elenco/Albo Venditori per il mercato elettrico, nonché un possibile aggiornamento del Decreto Ministeriale già vigente per il settore del gas naturale”, conclude.

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