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Agricoltura, Ismea: a marzo primi segnali di ripresa su agrimercati

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Roma, 17 giu. (Adnkronos) – Il mese di marzo fa registrare i primi veri segnali di recupero dopo la crisi innescata dal Covid. Secondo il report Agrimercati di Ismea, è infatti dalla fine del terzo trimestre che migliorano una serie di indicatori economici. Primi tra tutti l’export che grazie allo slancio di marzo (+10,6%, dopo il -4,7 di gennaio e il 0,4% di febbraio) fa sì che il primo trimestre del 2021 si collochi del 2,2% al di sopra del livello dello stesso periodo dell’anno scorso, quando ancora l’Italia non era stata travolta in pieno dall’emergenza socio-sanitaria globale. La tendenza al recupero delle spedizioni all’estero risulta poi ulteriormente rafforzata anche ad aprile che ha fatto registrare un incremento in valore del 22,3% su base annua.

Ma ancora più rivelatore dell’inversione di tendenza in atto è il dato delle importazioni, che dopo la flessione del 2020 e del primo bimestre del 2021, registrano a marzo un incremento di quasi il 12% su base annua. Data la vocazione trasformatrice dell’industria agroalimentare nazionale, il recupero dell’import è inoltre prodromico di un’ulteriore crescita delle consegne all’estero nei prossimi mesi, di riflesso al rallentamento delle restrizioni in atto in molti dei partner commerciali dell’Italia, sulla scia del buon esito della campagna vaccinale.

Primi accenni di miglioramento anche per il sentiment delle imprese agricole e dell’industria alimentare, dopo l’inevitabile crollo della fiducia che ha accompagnato tutto il corso del 2020. Secondo l’indice Ismea che sintetizza i giudizi degli operatori sulla situazione corrente e futura per la fase primaria e le opinioni sull’andamento degli ordini, livello delle scorte e sulle aspettative di produzione ci sarebbe un maggior ottimismo specie in relazione alle prospettive nel prossimo futuro. Intanto, sottolinea l’Ismea nel report, l’anno di pandemia ha determinato un aumento del ricorso al credito da parte degli operatori della filiera soprattutto per far fronte a problemi di liquidità. Mentre per le industrie alimentari le richieste di prestiti hanno da sempre mostrato un certo dinamismo, per la fase agricola questo incremento arriva dopo anni di progressive flessioni.

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