Energia pulita: il reattore solare che produce idrogeno dall’acqua

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Produrre energia pulita e’ possibile, grazie al nuovo reattore solare brevettato dall’Enea che produce idrogeno dall’acqua a costi economici competitivi

Produrre energia pulita è possibile, grazie ad un nuovo reattore solare in grado di sfruttare l’acqua per la creazione di idrogeno. Si tratta, in pratica, di un nuovo processo tecnologico brevettato recentemente dall’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), dove viene impiegato un particolare impianto che ha la capacità di produrre idrogeno sfruttando solamente la luce solare concentrata, l’ossido di zinco e l’acqua.

Produrre energia pulita con questo sistema, assicura l’Enea, potrebbe essere di interesse per tutti i soggetti che operano nello sviluppo di dispositivi flessibili per la  produzione di idrogeno da fonte rinnovabile. In particolare, il processo si adatterebbe molto bene ad una generazione di idrogeno distribuita, come ad esempio la fornitura di energia pulita per un’abitazione isolata o piccole aree commerciali e urbane. Il tutto a costi economici competitivi rispetto a tutte le altre fonti rinnovabili.

Per produrre energia pulita a costi competitivi anche con altri sistemi di generazione dell’idrogeno, il reattore dell’Enea, che è sostanzialmente una sorta di cavità ben isolata termicamente in cui è fatto penetrare un raggio di luce solare molto concentrato, è stato modificato in modo tale da integrare, in un unico processo, sia il sistema di cattura che di utilizzo della radiazione luminosa. In pratica, grazie a questo nuovo impianto, si evita di costruire strutture di grandi dimensioni (che avrebbero costi economici molto alti) per assolvere sia alla funzione di cattura che di sfruttamento dell’energia solare concentrata.

Per produrre energia pulita infatti, il reattore Enea, oltre ad incanalare il raggio solare nella ‘cavità anti-termica’, può convogliare contemporaneamente la radiazione luminosa sui ‘tubi ricevitori’ integrati nel suo stesso impianto che, a loro volta, sono in grado di trasformare la luce concentrata in calore ad alta temperatura. Una volta raggiunta la temperatura necessaria, il calore si trasferisce su un fluido termovettore per avviare un processo chimico di termolisi dell’acqua, ossia una particolare reazione chimica che utilizza energia termica per separare idrogeno ed ossigeno allo stato gassoso, senza emissioni nocive per l’ambiente.

(Matteo Ludovisi)

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